Sam Crimmin: tra spedizioni polari e leadership


Le crociere expedition rappresentano oggi una delle forme di viaggio più autentiche e trasformative: non semplici traversate, ma vere esplorazioni guidate da esperti, pensate per raggiungere alcuni degli ultimi luoghi incontaminati del pianeta.

In Antartide, in Artico o in Georgia del Sud, ogni sbarco, ogni escursione e ogni silenzio sotto cieli incredibilmente scuri diventano parte di un’esperienza che unisce avventura, conoscenza scientifica e profondo rispetto per l’ambiente.

In questo settore, Quark Expeditions è riconosciuta come una delle principali compagnie di crociere di spedizione a livello globale. Alla guida delle sue operazioni c’è un team di esperti, recentemente arricchito dall’ingresso di Sam Crimmin, attuale Senior Director of Operations, una figura che incarna lo spirito delle crociere di spedizione: competenza, leadership e capacità di operare in ambienti estremi.

Il percorso di Sam, tuttavia, non ha avuto origine nel turismo d’avventura. Affonda le sue radici nella medicina d’emergenza e di spedizione e in un’esperienza trasformativa: 16 mesi di vita e svernamento nella Georgia del Sud con il British Antarctic Survey tra il 2010 e il 2012. A questa esperienza è seguito un ulteriore periodo sull’isola, durante il quale ha lavorato per il Governo della South Georgia nel suo più grande progetto di conservazione, supportando al contempo la ricerca scientifica del National Oceanography Centre del Regno Unito. Dal 2012 collabora con Quark Expeditions come guida polare, medico e fotografa, maturando un’ampia esperienza sul campo in Antartide, nell’Artico e in altre regioni remote. Nel 2021 è entrata a far parte del team operativo a terra di Quark Expeditions, contribuendo alla leadership che ha guidato il ritorno alle operazioni nel periodo post-Covid, con particolare attenzione agli aspetti di rischio e sicurezza. Nel 2025 è stata infine nominata Senior Director of Operations, lavorando a fianco del Senior Director of Marine Operations di Quark Expeditions, il Capitano Will Bennett, con la responsabilità della supervisione delle spedizioni e delle operazioni con elicotteri su scala globale.

Partendo da queste esperienze, abbiamo posto a Sam Crimmin alcune domande per comprendere meglio il suo percorso e la sua visione delle spedizioni polari.

Sam, grazie mille per essere qui con noi e per il tempo che ci dedichi. Prima di entrare nel merito del tuo ruolo attuale, ci piacerebbe comprendere il percorso che ti ha condotta fino a dove sei oggi. Scegliere di lavorare nel mondo delle spedizioni polari rappresenta molto più di una semplice decisione professionale: implica un approccio specifico al rischio, al tempo e al senso stesso del proprio lavoro. È una scelta che riflette valori personali profondi e una visione forgiata dall’esplorazione e dal servizio. Quali motivazioni e riflessioni ti hanno guidata ad abbracciare un percorso professionale così unico, impegnativo e remoto?

Ho lavorato nelle regioni polari negli ultimi 15 anni e ho avuto la fortuna di viverle attraverso le prospettive della scienza, della conservazione e delle crociere di spedizione. Come accade a molti in questo settore, ciò che era iniziato come un incarico temporaneo si è rapidamente trasformato in qualcosa di molto più duraturo. Questi luoghi hanno la capacità di entrarti sotto pelle e di diventare parte di ciò che sei. La combinazione unica di paesaggi, di incontri con la fauna selvatica che non esistono in nessun’altra parte del mondo, della storia e dei valori condivisi dalle persone che sono attratte dal lavorare in questi contesti crea un insieme straordinariamente potente.

La leadership nelle operazioni di spedizione presenta molte affinità con la leadership in ambito medico: si tratta di saper gestire la complessità, affrontare il rischio e riunire persone con competenze diverse attorno a un obiettivo comune. Poter sostenere un team di esperti nella creazione e realizzazione di esperienze trasformative per i nostri ospiti, che spesso vivono per la prima volta quel medesimo senso di meraviglia, rende questo cambiamento di carriera profondamente gratificante.

Credo che alcune esperienze, soprattutto quando vissute in luoghi estremi e isolati, abbiano la capacità di lasciare un segno profondo e duraturo. L’inverno trascorso in Georgia del Sud con il British Antarctic Survey sembra essere stato uno di quei momenti, capace di influenzare il tuo percorso non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Quanto è stata determinante quell’esperienza nel definire la tua direzione professionale e personale?

La Georgia del Sud è un luogo straordinario: una fauna eccezionale, scenari montani spettacolari e un profondo senso della storia. Viverla direttamente sull’isola, e in particolare trascorrervi l’inverno, è stata un’esperienza davvero unica. I ricordi e la prospettiva acquisiti in quel periodo mi accompagneranno per tutta la vita.

La Georgia del Sud è stata anche il mio punto di ingresso nel mondo delle crociere di spedizione. Ciò che inizialmente era nato come un modo per tornare rapidamente in Antartide si è evoluto molto presto. Lavorando con Quark ho sperimentato cosa significhi far parte di un team affiatato, estremamente competente e profondamente appassionato: la mia motivazione a restare in questo settore è stata alimentata tanto dalle persone quanto dai luoghi.

Operare in contesti remoti e imprevedibili significa gestire l’incertezza, prendere decisioni rapide e mantenere sempre centrale l’attenzione alle persone. In ambienti estremi come quelli polari, preparazione, esperienza e capacità di leadership diventano fattori determinanti. Quali competenze della medicina d’emergenza si sono rivelate più utili nel tuo ruolo di leader operativo nelle spedizioni polari?

In sostanza, la competenza più trasferibile dalla medicina d’emergenza è il lavoro con le persone — spesso sotto pressione e sempre come parte di una squadra. Operare in ambienti complessi richiede comunicazione chiara, fiducia e la capacità di integrare competenze diverse verso un obiettivo comune.

Preparazione, attenzione ai dettagli e una cultura solida sono elementi fondamentali. Sia nella medicina d’emergenza sia nelle operazioni polari, il successo raramente dipende da una singola decisione presa sul momento: è piuttosto il risultato del lavoro preparatorio svolto in precedenza — formazione, pianificazione, simulazioni e supporto a team ad alte prestazioni, affinché possano operare con sicurezza anche quando le condizioni sono difficili. Sono questi i principi che ci consentono di operare in modo sicuro e responsabile, soprattutto nella realizzazione di itinerari complessi supportati da operazioni con elicotteri.

Vivere le spedizioni polari da ruoli differenti consente di sviluppare una comprensione più ampia e profonda dell’esperienza sul campo, unendo competenze operative, attenzione alla sicurezza e capacità di osservazione e racconto. Nel corso degli anni, hai affrontato questi contesti estremi da prospettive molto diverse. In che modo questa combinazione di ruoli – guida, medico e fotografo – ha influenzato il tuo modo di vivere e interpretare le spedizioni polari?

La mia formazione affonda le radici nella gestione del rischio; per noi la sicurezza operativa rappresenta una capacità di base ed è un elemento costantemente integrato in ogni decisione che prendiamo.

A livello personale, probabilmente continuerò sempre a osservare le regioni polari anche attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. Questa prospettiva mette in evidenza quanto questi luoghi siano belli e dinamici. Lo stesso ambiente può trasmettere sensazioni completamente diverse a seconda della luce, delle condizioni meteorologiche, dello stato della neve o della fase del ciclo vitale di una colonia di pinguini — un aspetto che le nostre guide comprendono in modo istintivo e che utilizzano per offrire costantemente esperienze eccezionali agli ospiti.

Oggi metto la mia esperienza al servizio di un team di esperti, molti dei quali operano in questo settore da più tempo dei 15 anni di esperienza che ho io. Questo cambiamento mi ha regalato una prospettiva diversa: meno incentrata sull’esperienza personale e più orientata alla creazione delle condizioni che permettono ai nostri team di operare in modo sicuro e responsabile, eccellendo nel fornire esperienze altamente personalizzate e significative agli ospiti.

Tra i momenti più memorabili di una spedizione polare vi sono gli incontri con specie simbolo di questi ecosistemi remoti. I pinguini imperatore di Snow Hill sono tra quelli che colpiscono maggiormente chi ha l’opportunità di osservarli da vicino. Perché questi animali hanno un impatto così forte su chi li osserva?

Visitare la colonia di pinguini imperatore di Snow Hill è una delle esperienze di osservazione della fauna selvatica più rare al mondo. Non si tratta semplicemente di osservare degli animali: si è ospiti temporanei nel loro mondo, testimoni di un ecosistema complesso e altamente adattato che funziona secondo le proprie regole.

Quando raggiungiamo la colonia, questa è spesso nel suo momento di massima attività: gli ospiti possono osservare la curiosità dei pulcini prossimi all’involo e la dedizione degli adulti che si spostano scivolando sul ghiaccio avanti e indietro dal margine della banchisa per procurare il cibo. Gli ospiti descrivono l’esperienza in molti modi diversi, ma per molti rappresenta un potente richiamo alla grandezza del mondo naturale e al nostro piccolo posto al suo interno, lasciando un autentico senso di meraviglia e ricordi destinati a durare per tutta la vita.

Ogni regione polare presenta caratteristiche distintive, definite da paesaggi, fauna e condizioni ambientali che ne modellano l’identità. Vivere queste differenze sul campo significa confrontarsi con esperienze molto diverse tra loro. Tra Georgia del Sud, Snow Hill e l’Antartide più remota, qual è l’escursione o la destinazione che ti ha emozionato di più — e perché?

È difficile individuare un solo luogo, perché ognuno ha lasciato un segno in modo molto diverso. La South Georgia avrà sempre per me un valore profondamente personale: viverci, soprattutto durante l’inverno, crea un legame che va ben oltre una semplice visita.

Snow Hill è diversa, ma altrettanto potente fin dal primo istante. Raggiungere la colonia di pinguini imperatore dà la sensazione di trovarsi sul limite di ciò che è possibile. L’isolamento, l’impegno necessario per arrivarci e il privilegio di essere presenti in una fase così cruciale del ciclo vitale della colonia rendono l’esperienza estremamente toccante — non solo per l’incontro con la fauna selvatica in sé, ma per ciò che rappresenta in termini di lavoro di squadra, preparazione e senso di responsabilità.

Le operazioni a Snow Hill sono considerate tra le più complesse nel mondo delle expedition cruise, per via delle condizioni estreme, della logistica delicata e della necessità di coordinare sicurezza, equipaggi e ospiti in ambienti remoti. Allo stesso tempo, il successo di queste missioni rappresenta uno dei momenti più iconici e gratificanti di una spedizione polare. Cosa rende queste operazioni così complesse e allo stesso tempo così gratificanti?

Snow Hill è una destinazione impegnativa perché il margine di errore è minimo. Si opera in una zona dell’Antartide caratterizzata da ghiacci e condizioni meteorologiche altamente dinamici, percorrendo lunghe distanze dalla nave.

Ciò che rende possibili queste operazioni è la profondità della preparazione e dell’esperienza che le sostengono. Il successo a Snow Hill non consiste nel superare i limiti, ma in una pianificazione rigorosa, in una solida cultura della sicurezza e in un team ad alte prestazioni, capace di prendere decisioni efficaci in contesti in continua evoluzione. Le operazioni con elicotteri aggiungono un livello significativo di complessità, ma quando vengono impiegate in modo responsabile e supportate dalle competenze adeguate, consentono un accesso che altrimenti sarebbe impossibile.

Quando tutti questi elementi si allineano, si assiste all’eccellenza delle operazioni di spedizione. Mesi — spesso anni — di lavoro si traducono in un incontro sicuro e rispettoso con un luogo straordinario. Per gli ospiti è un momento raro e profondamente emozionante; per i team che lo rendono possibile, è un senso di orgoglio silenzioso, nato dalla consapevolezza di aver raggiunto l’obiettivo grazie al lavoro di squadra, alla professionalità e a un impegno condiviso nel fare le cose nel modo giusto.

L’esplorazione di territori incontaminati richiede protocolli chiari e misure operative rigorose per minimizzare l’impatto ambientale. La responsabilità ambientale si traduce dunque in procedure concrete, dal rispetto della fauna e degli ecosistemi alla gestione sostenibile delle operazioni quotidiane. Quark Expeditions parla spesso di responsabilità ambientale. Come si traduce concretamente questa filosofia nelle operazioni quotidiane?

I nostri team — sia a bordo sia a terra — portano con sé decenni di esperienza collettiva nelle regioni polari, un profondo rispetto per questi ambienti e un autentico impegno per la loro tutela. Come membro fondatore di IAATO e AECO, Quark non si limita a rispettare gli standard IAATO/AECO, ma contribuisce attivamente al loro sviluppo e alla loro evoluzione.

Questa comune passione per le regioni polari ci permette di educare e ispirare i nostri ospiti, promuovendo un forte senso di responsabilità e di cura per i luoghi visitati. Tale impegno si riflette nella nostra dedizione alla conservazione e alle comunità locali — e solo nell’ultimo anno, con il supporto dei nostri ospiti, abbiamo investito in diverse organizzazioni di conservazione che operano per proteggere le regioni in cui operiamo e facilitato attività scientifiche sul campo a sostegno dei programmi scientifici nazionali.

Prima di concludere, c’è qualcosa che vorresti aggiungere — magari un pensiero finale, un consiglio, o una riflessione più ampia — che ritieni possa essere utile ai lettori curiosi di intraprendere un percorso simile o ispirati dalla tua esperienza?

Ciò che mi entusiasma di più riguardo al futuro delle spedizioni polari è la possibilità di approfondire piuttosto che di espandere in senso quantitativo. Non si tratta di aumentare la scala per se stessa, ma di creare accesso e una connessione autentica con luoghi che restano davvero rari, il tutto reso possibile da team dotati della passione e delle competenze necessarie per operare in modo responsabile.

Nel mio ruolo, la parte più gratificante è poter concentrare l’attenzione sulle persone, sulle capacità del team e sulla pianificazione di operazioni sempre più complesse, in modo sicuro e responsabile. Quando queste basi sono solide, l’innovazione ci permette di continuare a evolverci, senza mai tradire il privilegio che comporta operare nelle regioni polari.

Grazie mille Sam per la tua disponibilità e per aver condiviso il tuo percorso e le tue esperienze. Ti auguriamo il meglio per le future spedizioni e per tutti i progetti che ti aspettano. Il percorso di Sam Crimmin dimostra come la leadership non sia legata a un singolo settore, ma alla capacità di adattarsi, ascoltare e operare anche nelle condizioni più estreme. Dalla medicina d’emergenza ai ghiacci dell’Antartide, il suo viaggio è una testimonianza del potere trasformativo dell’esplorazione, della natura e delle connessioni umane che nascono ai confini del mondo.

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Gabriele Bassi

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