Innovazione e operatività nel settore marittimo


Nel settore marittimo, storicamente legato a dinamiche operative consolidate e spesso rigidamente strutturate, l’innovazione sta assumendo un ruolo sempre più centrale e trasformativo, rimodellando i processi e ridefinendo gli approcci in tutta l’industria.

La crescente complessità della logistica globale, unita alla necessità di migliorare efficienza, sostenibilità e qualità del servizio, spinge le aziende a ripensare i propri modelli operativi in modo profondo e strutturato. Le catene di approvvigionamento diventano sempre più interconnesse e dinamiche, richiedendo decisioni più rapide, maggiore flessibilità e capacità di rispondere a pressioni esterne come cambiamenti normativi, vincoli ambientali e variazioni della domanda di mercato. In questo contesto in evoluzione, il coordinamento di estesi network portuali e l’integrazione di nuove tecnologie non sono più opzionali, ma rappresentano leve strategiche fondamentali per mantenere la competitività e garantire la resilienza nel lungo periodo. Strumenti digitali, analisi dei dati e framework operativi più intelligenti stanno progressivamente modellando il modo in cui operatori marittimi e logistici organizzano le proprie attività e creano valore.

In questo contesto prende forma il lavoro di Lucrezia Senesi, impegnata nell’area Operations & Innovation di Cemar Agency Network. Il suo ruolo si colloca all’intersezione tra gestione operativa e sviluppo innovativo, con l’obiettivo di ottimizzare i processi, migliorare il coordinamento all’interno di una rete che copre oltre 70 porti italiani e contribuire all’evoluzione più ampia del settore marittimo. Questa posizione non comporta solo la gestione delle complesse operazioni quotidiane, ma anche l’individuazione di opportunità di miglioramento, l’implementazione di nuove soluzioni e il sostegno a un sistema più integrato ed efficiente. Tali responsabilità richiedono una combinazione di visione strategica, adattabilità e forte attenzione al miglioramento continuo, oltre alla capacità di affrontare sia le sfide operative sia le trasformazioni a lungo termine.

In questa intervista, analizziamo più da vicino le responsabilità, le sfide e le prospettive di un ruolo che sta diventando sempre più rilevante in un settore in trasformazione. Grazie alla sua esperienza, comprendiamo come l’innovazione venga applicata in termini concreti, come l’efficienza operativa possa essere migliorata su una rete estesa e in che modo il settore marittimo stia adattandosi alle nuove esigenze. La sua prospettiva rappresenta un contributo prezioso per comprendere la direzione verso cui si muove l’industria e le competenze necessarie per supportarne la continua trasformazione.

Lucrezia, grazie per la disponibilità. Per iniziare, vorrei partire da una dimensione più personale. Il suo percorso l’ha portata a vivere e lavorare in diversi contesti internazionali, per poi scegliere di tornare in Italia con l’obiettivo di valorizzare quanto appreso. Cosa ha significato per lei questo ritorno e in che modo le esperienze maturate all’estero stanno influenzando il suo contributo all’interno dell’azienda?

Il rientro in Italia ha rappresentato per me una scelta molto consapevole, sia a livello personale che professionale. Dopo aver lavorato in contesti internazionali altamente strutturati, ho sentito il desiderio di mettere a frutto quanto appreso in un progetto più vicino, dove potessi avere un impatto diretto e tangibile: Cemar Agency Network, l’azienda di famiglia. Cemar Agency Network è un’agenzia marittima specializzata esclusivamente nel settore delle crociere e degli yacht. Operiamo su tutto il territorio italiano, con una presenza in oltre 70 porti

Aver vissuto oltre 14 anni all’estero, tra Stati Uniti, Germania e Irlanda, insieme alle esperienze professionali maturate prima nel mondo finanziario a Wall Street, in Scotiabank, e successivamente nell’industria tecnologica in realtà come Amazon e Google, ha inciso profondamente sul mio modo di lavorare. Questi percorsi mi hanno trasmesso un forte orientamento ai risultati, una solida cultura del dato e un approccio molto concreto al problem solving. Oggi porto questo mindset in azienda, cercando di coniugare struttura e flessibilità, innovazione e operatività, con l’obiettivo di migliorare continuamente i processi e garantire un servizio di alta qualità.

Arrivare a un ruolo di responsabilità richiede spesso un insieme di scelte consapevoli, cambiamenti strategici e momenti decisivi che segnano lo sviluppo di una carriera. Quali esperienze ritiene siano state più significative e determinanti per il suo sviluppo professionale?

Sicuramente lavorare in ambienti dinamici e internazionali è stato determinante. Confrontarmi quotidianamente con team eterogenei, progetti complessi e obiettivi sfidanti mi ha insegnato a gestire la pressione, a prendere decisioni rapide e a ragionare in ottica strategica. Un altro elemento fondamentale è stato l’approccio al miglioramento continuo: imparare a mettere in discussione processi esistenti, analizzarli e ottimizzarli in modo sistematico. Questo oggi è un pilastro del mio lavoro. Infine, l’ingresso in Cemar ha rappresentato un momento altrettanto importante, perché mi ha dato l’opportunità di applicare queste competenze in un contesto imprenditoriale, dove visione e operatività devono convivere quotidianamente.

Il settore marittimo e logistico rappresenta un ambito altamente specialistico e strategico, con dinamiche complesse e sfide operative quotidiane. Il passaggio verso un settore come quello marittimo e logistico rappresenta una scelta significativa e, per certi aspetti, non scontata. Cosa l’ha portata, passo dopo passo, a intraprendere il percorso che l’ha condotta al suo attuale ruolo in Operations & Innovation e soprattutto in questo ambito?

Il passaggio al settore marittimo è stato in parte naturale e in parte una scelta consapevole. Crescendo in un contesto familiare legato a questo mondo, ho sempre avuto una certa familiarità con le dinamiche del settore, anche se inizialmente ho scelto un percorso diverso. Dopo le esperienze all’estero, ho visto nel rientro in azienda un’opportunità concreta per contribuire all’evoluzione di un settore molto operativo ma con grandi margini di innovazione. Mi ha motivato l’idea di portare un approccio nuovo, più strutturato e orientato alla digitalizzazione, in un contesto dove questi elementi stanno diventando sempre più cruciali.

Oggi l’efficienza operativa e l’innovazione sono due leve fondamentali per le aziende, soprattutto in contesti complessi come quello portuale. Conoscere nello specifico le responsabilità e le attività di chi opera in questo ambito permette di capire come teoria e pratica si incontrino quotidianamente, e quali strumenti o approcci vengano adottati per migliorare processi e performance. Può spiegarci nel concreto di cosa si occupa e quali sono le sue principali responsabilità?

Il mio ruolo si colloca tra operatività e innovazione. Da un lato seguo direttamente armatori e attività operative, coordinando processi legati alla gestione portuale e all’assistenza alle navi. Dall’altro lavoro sull’ottimizzazione dei flussi interni e sull’evoluzione organizzativa dell’azienda. Questo significa analizzare processi esistenti, individuare aree di miglioramento e introdurre strumenti o soluzioni che possano aumentare efficienza e qualità. Una parte importante del mio lavoro è anche il coordinamento con la nostra rete nei vari porti italiani, per garantire uniformità operativa e standard elevati su tutti i porti.

Il network di Cemar Agency si estende su numerosi porti italiani, ognuno con caratteristiche, normative e dinamiche operative proprie. Coordinare una rete così ampia non significa solo gestire attività logistiche, ma richiede anche uniformità nei processi, capacità di anticipare criticità e di garantire efficienza e sicurezza in contesti diversi. Quali sono le principali sfide operative nel coordinare una rete così ampia?

La principale sfida è sicuramente la complessità. Quando sono entrata in azienda, mi sono resa conto che non si trattava solo di gestire una rete estesa su 70 porti, ma di confrontarsi con realtà spesso molto diverse tra loro: in molti casi, significa gestire di fatto 70 procedure differenti. Garantire coerenza e standard qualitativi elevati in questo contesto richiede un grande lavoro di coordinamento e semplificazione. Uno dei miei obiettivi principali è proprio quello di rendere i processi più fluidi e uniformi. Un altro aspetto cruciale è la gestione delle informazioni: è fondamentale che i flussi siano chiari, tempestivi e strutturati per evitare inefficienze. Infine, è essenziale mantenere un forte allineamento tra tutte le parti coinvolte, costruendo relazioni solide e un approccio condiviso.

Molti settori stanno vivendo una profonda trasformazione grazie all’innovazione tecnologica. Comprendere come queste tecnologie stiano cambiando il settore offre spunti su come le aziende possano migliorare velocità, sicurezza e sostenibilità, e quali siano le tendenze più rilevanti per il futuro. In che modo l’innovazione sta trasformando il settore delle agenzie marittime e dei servizi portuali?

L’innovazione sta avendo un impatto sempre più rilevante, soprattutto in termini di digitalizzazione dei processi e gestione dei dati. Attività che in passato erano molto manuali oggi possono essere supportate da strumenti digitali, con benefici significativi in termini di velocità, precisione e tracciabilità.

Si sta andando verso una maggiore integrazione tra sistemi e una migliore condivisione delle informazioni, anche grazie a una collaborazione sempre più stretta con le compagnie di crociera, i cui sistemi software sono spesso fortemente integrati con i nostri. Questo richiede grande attenzione e coordinamento, ma allo stesso tempo consente al nostro team di risparmiare tempo e lavorare in modo più efficiente.

All’interno di Cemar, questo percorso si traduce anche in un aggiornamento concreto dei processi interni: abbiamo introdotto nuovi sistemi per la gestione della contabilità, rendendola più strutturata ed efficiente, e stiamo evolvendo il nostro software di statistiche per avere una visione sempre più chiara e dettagliata dei dati operativi.

Allo stesso tempo, è importante sottolineare che il processo di digitalizzazione non è sempre lineare: spesso siamo legati a procedure burocratiche italiane complesse e non tutti sono ancora pienamente pronti alla condivisione dei dati e a semplificare le procedure burocratiche. Questo rappresentare un ostacolo per la crescita e digitalizzazione.

L’integrazione di dati e tecnologie digitali è diventata fondamentale per migliorare performance e processi, anche in settori tradizionalmente operativi. Guardando alla sua esperienza, quanto conta oggi l’uso dei dati e delle tecnologie digitali in un ambito tradizionalmente operativo come questo? Quanto è centrale questo aspetto nel suo lavoro quotidiano?

Oggi è un elemento fondamentale. Anche in un settore fortemente operativo come quello marittimo, i dati rappresentano uno strumento chiave per prendere decisioni più consapevoli e migliorare le performance. È un aspetto che ho imparato molto rapidamente durante le mie esperienze nell’industria tecnologica: senza dati non si va avanti, tutto è costruito e guidato sulla base dei dati. Allo stesso tempo, entrando in una realtà diversa come quella di Cemar, mi sono resa conto che questo approccio non è sempre immediato da applicare. La raccolta, la strutturazione e la qualità del dato richiedono tempo, processi e strumenti adeguati. Proprio per questo, oggi considero il dato un pilastro fondamentale su cui costruire l’evoluzione dell’azienda.

Un ruolo strategico come quello in Operations & Innovation richiede un mix equilibrato di competenze tecniche e trasversali: dalla gestione operativa alla leadership, dall’analisi dei dati alla capacità di innovare. Quali sono, secondo lei, le competenze fondamentali per operare efficacemente in questo ambito?

È fondamentale avere un buon equilibrio tra competenze tecniche e trasversali. Da un lato, servono capacità analitiche, familiarità con i dati e comprensione dei processi operativi. Dall’altro, sono essenziali soft skills come problem solving, adattabilità e capacità di lavorare in team. Aggiungerei anche la visione strategica: saper leggere il contesto, anticipare i cambiamenti e individuare opportunità di miglioramento. Infine, la capacità di comunicare in modo chiaro ed efficace è cruciale, soprattutto in un ruolo che richiede coordinamento tra diverse realtà.

Il settore marittimo è oggi chiamato a confrontarsi con sfide complesse, tra sostenibilità, digitalizzazione e competitività globale. Analizzare le prospettive future e gli obiettivi professionali permette di comprendere come i leader del settore si preparino a guidare il cambiamento, anticipando trend e sviluppando nuove strategie operative e innovative. Quali sono le prospettive future del settore e quali obiettivi si pone per il suo percorso professionale?

Il settore marittimo continuerà a evolversi, con una crescente attenzione a digitalizzazione, sostenibilità ed efficienza. Le aziende che sapranno integrare innovazione e operatività in modo efficace avranno un vantaggio competitivo significativo.

A livello personale, il mio obiettivo è continuare a contribuire alla crescita dell’azienda, accompagnandone il percorso di evoluzione e rafforzandone il posizionamento. Mi interessa in particolare sviluppare ulteriormente la parte legata all’innovazione e alla digitalizzazione, mantenendo sempre centrale la qualità del servizio e il rapporto con i nostri clienti.

Il settore marittimo sta quindi vivendo una trasformazione significativa, guidata da innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. La gestione di reti portuali sempre più complesse, l’ottimizzazione dei flussi operativi e l’integrazione di tecnologie avanzate stanno diventando leve strategiche essenziali per migliorare sia l’efficienza sia la qualità del servizio. Parallelamente, la crescente esigenza di decisioni basate sui dati e di infrastrutture più intelligenti sta ridefinendo il modo in cui porti e operatori marittimi affrontano le attività quotidiane, favorendo sistemi più connessi, reattivi e resilienti lungo l’intera catena logistica.

In questo scenario in evoluzione, i ruoli legati a Operations & Innovation acquisiscono un’importanza senza precedenti. Queste posizioni richiedono non solo solide competenze tecniche, ma anche capacità trasversali, una visione strategica proiettata al futuro e un alto grado di adattabilità per affrontare le sfide di un mercato globale in continuo cambiamento. Oggi ci si aspetta che i professionisti sappiano coniugare eccellenza operativa e gestione dell’innovazione, garantendo che le nuove soluzioni siano implementate efficacemente, senza compromettere affidabilità e performance. Ringraziamo Lucrezia Senesi per la disponibilità a condividere la sua esperienza, offrendo preziose intuizioni sia sulle dinamiche attuali sia sulle prospettive future del settore marittimo, contribuendo a una comprensione più profonda delle opportunità e delle sfide che ci attendono.

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Gabriele Bassi

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