Egitto: un modello di sostenibilità tra Med e Mar Rosso
L’Egitto, con la sua storia millenaria e la sua cultura straordinaria, rappresenta una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo e del Medio Oriente. Dalle piramidi di Giza e dalla maestosa Valle dei Re lungo il Nilo, fino alle città moderne come Il Cairo e Alessandria, il Paese è un crogiolo di tradizioni, innovazione e paesaggi mozzafiato.
Ma l’Egitto non è solo terra di antichi faraoni: le sue coste si estendono lungo il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso, ospitando porti strategici che fungono da hub per il commercio internazionale, la logistica e il turismo crocieristico. Porti come Alessandria, Port Said, Suez, Hurghada e Marsa Alam non solo facilitano il traffico marittimo, ma sono anche testimoni del dinamismo economico del Paese e della sua apertura al mondo.
The Valley of the Kings
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Oggi, oltre a essere un importante nodo commerciale, l’Egitto si pone all’avanguardia nella gestione sostenibile dei propri porti. La crescente attenzione all’ambiente e alla riduzione delle emissioni ha portato il Governo egiziano a implementare una serie di misure volte a garantire la protezione dei propri ecosistemi marini e costieri, trasformando i porti in veri e propri modelli di sostenibilità.
La politica ambientale del Governo della Repubblica Araba d’Egitto mira a garantire una protezione ambientale completa attraverso l’istituzione di quadri istituzionali, economici, legislativi e tecnici. L’obiettivo principale è garantire che lo sviluppo economico del Paese avvenga nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali, preservando ecosistemi unici e promuovendo una crescita sostenibile.
Per il raggiungimento di questo ambizioso traguardo, l’Egitto ha adottato una serie di misure concrete, alcune delle quali rappresentano modelli internazionali di buona pratica per il settore portuale e marittimo. Tra le iniziative principali spiccano programmi di mitigazione dei cambiamenti climatici, sviluppo di infrastrutture a basso impatto ambientale, regolamentazioni sulla gestione dei rifiuti e progetti di energia pulita.
Una delle iniziative più rilevanti è la Strategia Nazionale sul Cambiamento Climatico 2050, un piano nazionale del valore di miliardi di dollari che mira a promuovere un’economia resiliente e verde. Questa strategia integra programmi completi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici in settori chiave come energia, trasporti, agricoltura e gestione delle risorse idriche, con una prospettiva fino al 2050. L’Egitto si è impegnato a garantire la propria quota equa di azioni climatiche nell’ambito degli sforzi globali per contrastare il cambiamento climatico. Data l’elevata vulnerabilità del Paese agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, l’adattamento alle conseguenze ambientali è considerato un imperativo strategico.
Già nel 2011, l’Egitto aveva preparato la Prima Strategia Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici e la Riduzione del Rischio di Disastri, seguita nel 2018 dalla Low Emission Development Strategy (LEDS). Oggi, il National Climate Change Council (NCCC) ha richiesto lo sviluppo di una strategia nazionale completa fino al 2050, che rappresenta il quadro guida per le politiche climatiche egiziane nei prossimi decenni. La strategia climatica dell’Egitto si pone l’obiettivo di favorire uno sviluppo economico sostenibile, puntando a una crescita a basse emissioni nei settori chiave dell’economia nazionale. Questo approccio non si limita a ridurre l’impatto ambientale, ma cerca di integrare la sostenibilità all’interno dei processi produttivi, creando un equilibrio tra crescita economica e tutela delle risorse naturali.
Cargo Ship
Un altro aspetto fondamentale della strategia riguarda la resilienza del paese ai cambiamenti climatici. L’Egitto intende rafforzare la capacità di adattamento delle comunità, delle infrastrutture e dei sistemi naturali, mitigando gli effetti negativi di eventi climatici estremi e fenomeni ambientali avversi. Parallelamente, la strategia punta a consolidare la governance climatica, migliorando la gestione e il coordinamento delle azioni legate al clima, così da garantire una pianificazione più efficace e coerente a livello nazionale.
Nell’ambito della visione nazionale volta a trasformare i porti egiziani in infrastrutture verdi e sostenibili, il governo ha avviato una serie di iniziative mirate a ridurre le emissioni e l’inquinamento nelle aree portuali. Tra le azioni più significative vi è l’avvio della fornitura di elettricità alle navi tramite impianti di alimentazione elettrica offshore presso il Porto di Alessandria, che consente la sostituzione graduale dei combustibili fossili con elettricità più pulita, riducendo le emissioni dirette derivanti dalle attività di movimentazione dei carichi. Inoltre, è stato implementato un Sistema Integrato di Gestione dei Rifiuti per monitorare le procedure di gestione dei materiali di scarto, garantendo al contempo l’assenza di impatti negativi sul porto, rappresentando uno dei passi verso la trasformazione dei porti in porti verdi.
Per garantire un controllo costante sulle condizioni ambientali, sono stati implementati sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria, capaci di rilevare e segnalare tempestivamente eventuali criticità, permettendo interventi rapidi e mirati. Inoltre, l’espansione delle reti energetiche alimentate da fonti solari rappresenta un passo importante verso l’autosufficienza energetica e la riduzione delle emissioni indirette legate al consumo di energia nei porti. Questi interventi, coordinati in maniera integrata, costituiscono un progresso significativo nella direzione di porti più sostenibili e resilienti, allineati agli standard internazionali più rigorosi e capaci di ridurre in modo concreto l’impatto ambientale delle attività marittime e logistiche.
Alexandria Port
Alexandria Port
L’Egitto ha inoltre ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) nel 1994, collocandosi tra i primi Paesi a impegnarsi formalmente nella lotta contro il cambiamento climatico. La UNFCCC, strettamente collegata ad altre due convenzioni chiave – sulla desertificazione e la diversità biologica (Nairobi, Kenya, 1992) e sulle zone umide (Ramsar, Iran, 1971) – rappresenta un punto centrale nelle negoziazioni internazionali per contrastare i cambiamenti climatici.
La Convenzione ha contribuito a riconoscere il problema del cambiamento climatico e gli effetti negativi delle attività antropogeniche sul clima. Successive Conferenze delle Parti (COP), in particolare la terza a Kyoto nel 1997, hanno definito obiettivi concreti di riduzione delle emissioni di gas serra, imponendo un maggior onere ai Paesi sviluppati, identificati nell’Annex I, comprendente anche economie in transizione dell’Europa centro-orientale. La Convenzione prevede inoltre strumenti di supporto finanziario per i Paesi in via di sviluppo, tramite il Global Environmental Facility (GEF), e un sistema di monitoraggio basato su rapporti annuali delle emissioni da parte dei Paesi sviluppati. L’Egitto ha presentato le proprie Prime, Seconde e Terze Comunicazioni Nazionali all’UNFCCC rispettivamente nel 1999, 2010 e 2016, confermando il proprio impegno per la trasparenza e la cooperazione internazionale in materia di cambiamenti climatici.
Il Governo egiziano ha anche avviato una serie di iniziative mirate a rafforzare la sostenibilità ambientale e a fronteggiare in modo concreto i cambiamenti climatici. Tra queste, la riforma della politica energetica nazionale rappresenta un elemento centrale: l’obiettivo è incentivare l’efficienza e l’uso sostenibile delle risorse, promuovendo al contempo una transizione verso fonti energetiche più pulite. In questo contesto, particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo delle energie rinnovabili, con investimenti significativi in infrastrutture solari ed eoliche, volte a incrementare la capacità energetica sostenibile del paese e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Parallelamente, l’Egitto ha promosso lo sviluppo di sistemi di trasporto a basse emissioni, con l’adozione di flotte navali e portuali più sostenibili, contribuendo a limitare l’inquinamento atmosferico e le emissioni nei principali snodi logistici del paese. La strategia comprende anche l’implementazione di meccanismi di finanza verde, destinati a sostenere economicamente progetti ecologici e a favorire investimenti privati nel settore della sostenibilità. A questi si affiancano programmi di adattamento climatico mirati alle comunità più vulnerabili, con l’obiettivo di aumentare la resilienza sociale e territoriale agli impatti dei cambiamenti climatici.
In un’ottica di cooperazione internazionale, l’Egitto ha aderito all’African Energy Interconnection Sustainable Development Alliance (AEISDA), un’iniziativa che punta a rafforzare la collaborazione regionale e a promuovere lo sviluppo di energie pulite in tutto il continente africano. Attraverso queste azioni integrate, il paese non solo consolida la propria leadership in materia di sostenibilità, ma contribuisce attivamente agli obiettivi globali di mitigazione e adattamento climatico.
Cargo Ship
Per tutelare le risorse naturali e marine, l’Egitto ha istituito il Quadro di Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM), un approccio strategico volto a proteggere e gestire in maniera sostenibile le aree marino-costiere del paese. Questo programma si basa su una visione integrata, che tiene conto della fragilità degli ecosistemi, delle varie attività umane e delle complesse interazioni tra componenti marine e terrestri, ponendo le basi per una governance costiera avanzata e coordinata.
Tra gli strumenti principali introdotti dal quadro ICZM vi è la creazione di un comitato nazionale per la conservazione delle coste, incaricato di supervisionare la protezione e la gestione sostenibile delle aree costiere, garantendo un coordinamento efficace tra enti governativi, comunità locali e stakeholder del settore. In parallelo, sono state emanate le Linee Guida Ambientali per le Aree Costiere, che forniscono indicazioni concrete per la pianificazione e lo sviluppo sostenibile delle zone marino-costiere, assicurando la protezione degli habitat e delle specie vulnerabili. A completamento di questo quadro, è stato sviluppato il Piano d’Azione Ambientale Nazionale, che definisce priorità, obiettivi e strategie operative per la conservazione delle risorse marine e costiere.
Il programma ICZM ha inoltre supervisionato progetti concreti, ad esempio ad Alessandria e lungo il tratto costiero tra Hurghada e Ras Ghareb, finanziati dal Programma Regionale per l’Ambiente del Mar Rosso e del Golfo di Aden (PERSGA), e si occupa del monitoraggio dei rifiuti marini. Grazie a questa gestione integrata, l’Egitto promuove un modello di tutela ambientale che bilancia sviluppo economico e protezione degli ecosistemi, ponendo le basi per una gestione costiera sostenibile e resiliente.
La Legge n. 202 del 2020 rappresenta un altro passo fondamentale che riguarda la regolamentazione della gestione dei rifiuti in Egitto, coprendo l’intero ciclo, dalla produzione dei rifiuti allo smaltimento finale. La normativa istituisce un quadro completo volto a garantire pratiche sostenibili e sicure: tra le misure principali vi è la creazione di un’autorità regolatrice dedicata, incaricata di coordinare e supervisionare tutte le fasi della gestione dei rifiuti, assicurando che le operazioni rispettino gli standard ambientali nazionali e internazionali. Allo stesso tempo, la legge vieta pratiche dannose come la combustione aperta dei rifiuti e promuove il riciclo e la responsabilità dei produttori, incentivando un approccio circolare nella gestione dei materiali. Per garantire la conformità, sono previsti strumenti di enforcement e sanzioni mirate a scoraggiare violazioni e pratiche non conformi.
Parallelamente, l’Egitto partecipa a controlli internazionali tramite audit periodici previsti dallo Schema di Audit Obbligatorio dell’IMO, che verificano l’aderenza dei porti egiziani a convenzioni internazionali quali MARPOL, la Convenzione sulla Gestione delle Acque di Zavorra, la Convenzione di Basilea, la Convenzione di Barcellona e la Convenzione sui Sistemi Antivegetativi. Questi audit garantiscono che le operazioni portuali e marittime rispettino le norme globali di sicurezza e tutela ambientale.
port and city which are the southern terminus of the Suez Canal that transits through Egypt and debouches into the Mediterranean Sea near Port Said
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In parallelo, per ridurre l’impatto ambientale dei carburanti marini, il governo egiziano ha rilasciato licenze di bunkeraggio a due operatori internazionali, Minerva Bunkering e Peninsula Petroleum, autorizzati a fornire carburanti a basso contenuto di carbonio sia agli ingressi del Canale di Suez sia nei porti egiziani su richiesta. Questa iniziativa rappresenta un passo concreto verso la riduzione delle emissioni nel settore marittimo, integrando la gestione sostenibile dei rifiuti con pratiche operative a basso impatto ambientale nei porti e lungo le principali vie di navigazione del paese.
In conformità con la Delibera di Gabinetto n. 3543/2025, sulla costituzione di un comitato nazionale per studiare i possibili impatti delle misure economiche che l’IMO intende approvare per ridurre le emissioni di gas serra, è stato istituito un Gruppo di Lavoro per i Porti Verdi, incaricato di sviluppare un quadro nazionale integrato per la transizione dei porti egiziani verso infrastrutture a basse emissioni e sostenibili dal punto di vista ambientale. Questo organismo rappresenta il cuore della strategia nazionale per rendere l’Egitto un modello internazionale di porti verdi e sostenibili.
L’Egitto mostra dunque come sia possibile coniugare sviluppo economico e tutela ambientale. Grazie a iniziative come quelle citate il Paese sta costruendo solide basi per uno sviluppo sostenibile. Oggi i porti egiziani non sono solo snodi commerciali strategici, ma anche esempi di innovazione e responsabilità ambientale, dimostrando che protezione delle risorse naturali, turismo e crescita economica possono andare di pari passo.
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