CLIA: Settore crocieristico in forte crescita
Il settore delle crociere continua a rappresentare un motore strategico per l’economia europea, generando nel 2024 64,1 miliardi di euro, in crescita del 15,7% rispetto ai 55,3 miliardi del 2023, con un contributo diretto di 28 miliardi al PIL dell’Unione Europea.
I dati, presentati da CLIA – Cruise Lines International Association durante l’European Summit di Madeira, confermano non solo la continua espansione del turismo crocieristico, ma anche l’importanza strutturale del settore all’interno della più ampia economia marittima, industriale e turistica del continente. Negli ultimi dieci anni, il comparto delle crociere si è evoluto da segmento di nicchia a ecosistema complesso, che collega cantieristica navale, infrastrutture portuali, logistica, ospitalità e sviluppo delle destinazioni in numerose regioni d’Europa.
Budd Darr, CLIA president and CEO
I dati evidenziano inoltre il notevole impatto del settore sull’occupazione, che sostiene circa 445.000 posti di lavoro e genera quasi 16 miliardi di euro di salari. Queste posizioni vanno ben oltre il personale imbarcato e coinvolgono una vasta rete di industrie e servizi collegati alle operazioni crocieristiche. Dai lavoratori portuali agli operatori logistici, dal personale alberghiero alle guide turistiche, fino ai fornitori di trasporto e agli artigiani locali, i benefici economici delle crociere si diffondono in numerosi settori. In molti casi, il turismo crocieristico contribuisce a sostenere l’occupazione in regioni che dipendono fortemente dalle attività marittime o dal turismo stagionale.
Nonostante le crociere rappresentino meno del 3% del turismo globale, il loro impatto economico è particolarmente significativo perché ampiamente distribuito tra diverse destinazioni e settori economici. Come sottolineato da Bud Darr, Presidente e CEO di CLIA, le crociere svolgono spesso un ruolo cruciale nel sostenere destinazioni alternative, favorendo i viaggi al di fuori dell’alta stagione estiva e contribuendo a diversificare i flussi turistici. I benefici si estendono dalle grandi città portuali alle piccole comunità costiere, ai territori insulari e alle regioni periferiche che altrimenti potrebbero avere difficoltà ad attirare un numero costante di visitatori. Creando domanda per servizi locali, escursioni e ospitalità, il turismo crocieristico contribuisce a rafforzare la competitività dell’Europa nei mercati turistici globali, generando al contempo benefici concreti per i territori locali.
La spesa diretta legata alle crociere nel 2024 ha raggiunto i 31 miliardi di euro, riflettendo una vasta gamma di attività economiche connesse alle operazioni del settore. Di questo totale, 14 miliardi di euro sono stati destinati all’acquisto di beni e servizi da fornitori europei, evidenziando la forte integrazione tra le compagnie di crociera e le industrie regionali. Altri 10 miliardi di euro sono stati investiti nella costruzione di nuove navi, confermando il ruolo centrale del settore nel sostenere l’industria cantieristica altamente specializzata dell’Europa. La costruzione di navi da crociera rimane infatti uno dei segmenti tecnologicamente più avanzati della manifattura marittima, richiedendo ingegneria complessa, manodopera altamente qualificata e un’ampia collaborazione tra migliaia di fornitori.
La dimensione industriale del settore crocieristico è particolarmente evidente nel portafoglio ordini dei cantieri navali. Entro il 2036, i cantieri europei dovrebbero costruire 76 nuove navi da crociera, pari a circa il 98% degli ordini globali, per un valore complessivo di 77,1 miliardi di euro. Questi progetti coinvolgono una rete sofisticata di aziende specializzate nella progettazione navale, nei sistemi di propulsione, negli allestimenti interni, nelle tecnologie digitali e nell’ingegneria marittima avanzata. Di conseguenza, l’industria crocieristica è diventata uno dei principali motori di innovazione nei cantieri europei, contribuendo a mantenere competenze tecniche e capacità industriali che avvantaggiano l’intero settore marittimo.
Il portafoglio ordini rappresenta quindi non solo nuove navi che entreranno nella flotta mondiale, ma anche una vera e propria “fucina” di competenze per il futuro dell’ingegneria marittima. Come sottolineato da Cruise Lines International Association, il settore crocieristico ha svolto un ruolo fondamentale nel mantenere vive le capacità tecnologiche dei cantieri europei. Senza la domanda costante generata dalla costruzione di navi da crociera, molte delle competenze altamente specializzate necessarie per realizzare imbarcazioni complesse rischierebbero di scomparire. Oggi il portafoglio ordini globale comprende 89 navi da crociera, per un totale di circa 243.300 posti letto, con i cantieri europei responsabili di quasi l’intera pipeline delle nuove unità.
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All’interno dell’Europa, i principali investimenti si concentrano nei paesi con una solida tradizione cantieristica. L’Italia da sola rappresenta circa 43,1 miliardi di dollari in progetti di costruzione navale, mentre la Germania contribuisce con circa 19,9 miliardi di dollari, su un totale di 85,5 miliardi di dollari investiti nei cantieri europei. Questi investimenti sostengono migliaia di ingegneri, tecnici e lavoratori altamente qualificati, stimolando al tempo stesso l’innovazione in ambiti come l’efficienza energetica, i sistemi digitali di gestione delle navi e le tecnologie di propulsione sostenibile.
Oltre alla sua dimensione industriale, il settore crocieristico esercita anche un forte impatto sulla forza lavoro marittima globale. A livello mondiale, l’industria impiega circa 300.000 marittimi provenienti da oltre 150 paesi, riflettendo il carattere profondamente internazionale delle operazioni crocieristiche. Su una singola nave da crociera non è raro trovare membri dell’equipaggio appartenenti a fino a 70 nazionalità diverse, che lavorano insieme per garantire i complessi servizi operativi e di ospitalità richiesti dalle moderne navi da crociera. Il settore si distingue inoltre per l’elevata partecipazione femminile, con circa il 94% delle donne marittime impiegate proprio nel comparto crocieristico.
Altrettanto significativi sono i livelli di soddisfazione e fidelizzazione del personale, che superano regolarmente l’80%. Per molti professionisti del settore marittimo, le navi da crociera offrono occupazione stabile, opportunità di crescita professionale e la possibilità di lavorare in un ambiente multiculturale che favorisce lo sviluppo sia di competenze tecniche sia di capacità legate all’ospitalità. Questa combinazione di sviluppo professionale e collaborazione internazionale ha contribuito a rendere il settore crocieristico uno dei segmenti più dinamici del mercato globale del lavoro marittimo.
Attualmente l’associazione Cruise Lines International Association (CLIA) riunisce 45 compagnie di crociera che operano 310 navi, con una capacità complessiva di 637.847 posti letto. Queste compagnie rappresentano circa il 90% del segmento globale delle crociere oceaniche, conferendo a CLIA un ruolo centrale nel coordinamento delle politiche del settore, delle iniziative di sostenibilità e del dialogo normativo con governi e organizzazioni internazionali.
Anche le prestazioni ambientali sono diventate una priorità sempre più importante per il settore. Secondo il Rapporto 2025 sulle tecnologie e pratiche ambientali di CLIA, il 91,6% delle navi è incluso in iniziative di monitoraggio e rendicontazione ambientale, mentre oltre la metà della capacità attualmente in ordine sarà alimentata a gas naturale liquefatto (LNG). Inoltre, entro il 2028 circa il 75% della capacità della flotta crocieristica globale dovrebbe essere dotata di sistemi per la connessione alla rete elettrica di terra (shore power), consentendo alle navi di collegarsi alla rete elettrica dei porti e ridurre le emissioni in porto fino al 98%, laddove l’infrastruttura sia disponibile.
L’adozione di tecnologie innovative sta accelerando in tutto il settore. Le moderne navi da crociera integrano sempre più spesso sistemi di propulsione dual e multi-fuel, celle a combustibile, tecnologie a batteria, biocarburanti, sistemi di lubrificazione ad aria progettati per ridurre la resistenza dello scafo, rivestimenti avanzati dello scafo che migliorano l’efficienza energetica, sistemi di pulizia dei gas di scarico (EGCS) e sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue (AWTS). Queste tecnologie contribuiscono a garantire che la prossima generazione di navi da crociera sia più sostenibile, senza compromettere le capacità operative né il comfort dei passeggeri.
È importante sottolineare che molte delle navi attualmente in costruzione sono progettate con un approccio flessibile, che permette loro di adattarsi a combustibili futuri come metanolo, carburanti sintetici o biocarburanti avanzati, man mano che queste tecnologie diventeranno commercialmente disponibili. Questo approccio lungimirante mira a garantire una resilienza tecnologica a lungo termine, supportando al contempo l’impegno del settore per il raggiungimento delle emissioni nette zero entro il 2050.
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Nel complesso, questi dati confermano che il crocierismo è molto più di un’attività turistica. Rappresenta un ecosistema economico integrato e strategico, capace di sostenere le comunità locali, generare occupazione e rafforzare la leadership europea nell’innovazione navale e nell’ingegneria marittima. Secondo Nikos Mertzanidis, Direttore Esecutivo di CLIA in Europa, per molte regioni insulari e costiere il turismo crocieristico costituisce una fonte di reddito stabile e prevedibile, utile a bilanciare i flussi turistici e a supportare uno sviluppo regionale sostenibile.
In molti porti del Mediterraneo e del Nord Europa, i passeggeri delle crociere contribuiscono significativamente alle economie locali tramite escursioni a terra, visite culturali, servizi di trasporto e acquisti presso le imprese locali. Questa interazione tra turismo crocieristico e comunità locali permette di distribuire i benefici economici in modo più ampio, sottolineando l’importanza di una gestione responsabile delle destinazioni e della collaborazione tra compagnie di crociera, porti e autorità regionali.
Guardando al futuro, il settore crocieristico europeo appare ben posizionato per continuare a combinare crescita economica, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale. I prossimi anni saranno probabilmente caratterizzati dall’introduzione di navi più efficienti dal punto di vista energetico, da maggiori investimenti nelle infrastrutture portuali per supportare l’alimentazione elettrica a terra e i carburanti alternativi, e dallo sviluppo continuo di itinerari che valorizzino le diverse regioni costiere e il patrimonio culturale dell’Europa.
In questo contesto, il crocierismo è sempre più riconosciuto non solo come motore turistico, ma anche come componente strategica dell’economia marittima europea. Integrando costruzione navale, tecnologie avanzate, logistica, ospitalità e sviluppo delle destinazioni, il settore crocieristico continua a rafforzare la leadership europea nell’innovazione marittima globale, supportando al contempo opportunità economiche sostenibili per le comunità costiere e insulari del continente.
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