L’Egitto: una sorprendente varietà di destinazioni
L’Egitto è conosciuto certamente per i suoi grandi simboli, le Piramidi, il Nilo, Luxor, ma il Paese offre una straordinaria varietà di destinazioni meno note che arricchiscono l’esperienza dei viaggiatori.
Grazie alla rete dei porti egiziani e ai cinque terminal crocieristici, queste destinazioni diventano facilmente accessibili, trasformando ogni scalo in un punto di partenza verso itinerari culturali, religiosi e naturalistici unici.I porti egiziani non sono semplici luoghi di transito, ma veri e propri hub turistici che collegano il mare a un mosaico di esperienze diversificate: città storiche, siti archeologici poco frequentati, percorsi spirituali, musei innovativi e testimonianze di un patrimonio multiculturale millenario.
GEM
Giza
Il Grand Egyptian Museum (GEM) rappresenta una delle destinazioni culturali più straordinarie dell’Egitto contemporaneo e un simbolo della sua visione verso il futuro. Situato sull’altopiano di Giza, a pochi passi dalle Piramidi, è il più grande museo al mondo dedicato esclusivamente alla civiltà dell’antico Egitto, dalla preistoria fino alla fine dei periodi greco e romano. Il museo ospita l’intera collezione di Tutankhamon, con oltre 50.000 reperti esposti per la prima volta, offrendo ai visitatori un’esperienza senza precedenti. Progettato come un complesso culturale all’avanguardia, il GEM integra le più moderne tecnologie museali, tra cui la realtà virtuale, un museo per bambini, un centro congressi e un centro di formazione. Raggiungibile dai principali porti e nodi di accesso del Paese, in particolare dal porto di Alessandria attraverso trasferimenti organizzati o escursioni guidate che conducono direttamente a Giza, il museo rappresenta un ponte tra passato e presente, arricchendo ogni itinerario culturale con una narrazione immersiva e contemporanea della civiltà egiziana.
Dal porto di Alessandria è possibile esplorare non solo la tradizione greco-romana della città, ma anche luoghi meno conosciuti come la Sinagoga Eliyahu Hanavi, recentemente restaurata. Fondata nel 1362 d.C. durante il periodo mamelucco e dedicata al profeta Elia, la sinagoga è una delle più antiche e importanti al mondo. Nel corso dei secoli è stata oggetto di diversi interventi di restauro, tra cui una ricostruzione significativa nel XIX secolo ad opera di architetti francesi, che ne hanno esaltato il raffinato stile architettonico, frutto dell’armoniosa fusione di influenze islamiche e mediterranee. Dopo essere rimasta chiusa per molti anni, la sinagoga è stata recentemente riaperta al pubblico a seguito di un importante progetto di restauro, nell’ambito degli sforzi del governo egiziano per valorizzare e preservare il patrimonio ebraico del Paese. Oggi, la Sinagoga Eliyahu Hanavi è non solo un luogo di culto, ma anche una destinazione culturale di grande rilievo, facilmente accessibile dal porto di Alessandria, a circa 5–7 km di distanza, e raggiungibile in 15–30 minuti tramite trasferimenti via terra, è capace di arricchire l’esperienza dei visitatori con una prospettiva storica unica e meno conosciuta dell’Egitto.
Attraverso i porti del Mediterraneo di Alessandria e Port Said, così come dal Mar Rosso, è possibile raggiungere via terra siti archeologici come San El Hagar (Tanis), situato nel Delta orientale, con il collegamento più rapido dal porto di Port Said, che consente di arrivare al sito in circa 1,5–2 ore. Antica capitale del nord durante la XXI e XXII dinastia, il sito si presenta oggi come un suggestivo museo a cielo aperto, dove blocchi di pietra, colonne e statue monumentali emergono dalla sabbia così come furono ritrovati nel XIX secolo. Tra i resti più significativi spiccano le statue colossali di Ramses II e le vestigia dei templi dedicati ad Amon, Mut e Khonsu, che testimoniano il ruolo religioso e politico centrale della città nell’antico Egitto. L’atmosfera intatta e non affollata di San El Hagar consente ai visitatori di vivere un’esperienza autentica e contemplativa, offrendo uno sguardo privilegiato sulla vita e sull’urbanistica dell’Egitto faraonico, lontano dai circuiti turistici più tradizionali.
Eliyahu Hanavi
Eliyahu Hanavi Synagogue
Il rinnovamento di musei e palazzi storici amplia ulteriormente la gamma delle destinazioni accessibili dai porti. Il Palazzo Sakakini e il Palazzo Baron, entrambi esempi unici di architettura europea reinterpretata in chiave egiziana, raccontano una fase meno conosciuta della storia moderna del Paese. Il Palazzo Sakakini, situato nel cuore del Cairo nella zona che oggi porta il suo nome, è uno degli edifici più singolari dell’architettura urbana egiziana di fine XIX secolo. Fu costruito nel 1897 per volere di Habib Sakakini Pasha, imprenditore di origine siriana, e progettato da architetti italiani ispirati allo stile rococò europeo. Il palazzo si distingue per la sua struttura circolare, le facciate riccamente decorate, le statue, i balconi curvilinei e l’uso abbondante di elementi ornamentali. Simbolo di un’epoca di grande apertura culturale e cosmopolitismo, il Palazzo Sakakini rappresenta una testimonianza unica dell’incontro tra gusto europeo e contesto egiziano, offrendo ai visitatori uno sguardo affascinante sulla storia moderna del Cairo.
Il Palazzo Baron Empain, noto semplicemente come Baron Palace, si trova nel quartiere di Heliopolis, al Cairo, ed è uno degli edifici più iconici e riconoscibili della capitale. Fu costruito tra il 1907 e il 1911 per il magnate belga Édouard Empain, fondatore del quartiere stesso. Il palazzo è celebre per il suo stile architettonico ispirato ai templi indiani, con influenze hindu ed europee, caratterizzato da torri, statue scolpite e decorazioni riccamente dettagliate. Dopo anni di abbandono, il palazzo è stato oggetto di un importante restauro che lo ha restituito al pubblico come sito culturale e museo, diventando un simbolo della modernizzazione dell’Egitto all’inizio del XX secolo e una tappa di grande interesse per chi desidera scoprire un volto meno conosciuto del patrimonio storico egiziano.
Questi siti, facilmente integrabili negli itinerari crocieristici, attraggono viaggiatori interessati all’arte, all’architettura e alla storia urbana, e sono accessibili tramite trasferimenti via terra che variano da circa 2 a 4 ore, rendendoli perfetti per escursioni guidate di mezza giornata o giornata intera.
Allo stesso modo, la riapertura del Museo Greco-Romano offre un approfondimento sulla vita quotidiana e sulla cultura dell’Egitto ellenistico e romano, completando l’esperienza culturale per i passeggeri in transito dai porti settentrionali. Fondato alla fine del XIX secolo, il museo custodisce una vasta collezione di statue, mosaici, sarcofagi, monete e oggetti di uso quotidiano che testimoniano l’incontro tra civiltà egizia, greca e romana. Recentemente ristrutturato, il museo offre spazi espositivi moderni, sale didattiche, un giardino museale e un’area dedicata ai bambini, rendendo l’esperienza accessibile e coinvolgente per ogni visitatore. Grazie alla sua posizione strategica nel cuore di Alessandria, facilmente raggiungibile dal porto, il Museo Greco-Romano permette di esplorare un lato meno noto della storia egiziana, dove arte, religione e vita quotidiana si fondono in un racconto unico e affascinante.
Baron Empain s palace
Museo greco-romano
Un altro esempio di destinazione emergente è il Percorso della Sacra Famiglia, che attraversa diverse regioni del Paese, dal Sinai all’Alto Egitto. Questo itinerario, oggi valorizzato e reso accessibile grazie a infrastrutture e segnaletica dedicate, rappresenta un’importante opportunità per il turismo religioso, facilmente collegabile agli scali portuali. Le autorità egiziane stanno valorizzando il percorso con un piano di restauro, infrastrutture migliorate, segnaletica e strutture di accoglienza, rendendo più agevole l’accesso ai pellegrini e ai visitatori. L’obiettivo è promuovere il turismo religioso e culturale, valorizzando chiese, monasteri, sorgenti e grotte legate alle tappe della Sacra Famiglia, e integrando questo itinerario con i principali scali portuali come punto di partenza per esplorare l’Egitto interiore oltre ai suoi celebri monumenti.
Sul Mar Rosso, il Museo di Hurghada si è affermato come una delle più interessanti destinazioni culturali della regione, arricchendo l’offerta turistica tradizionalmente associata al sole e alle immersioni. Inaugurato il 29 febbraio 2020, è il primo museo di antichità del governatorato del Mar Rosso e ospita circa 2.000 reperti che raccontano la storia della civiltà egiziana dalla preistoria fino all’era moderna, passando attraverso le epoche faraonica, greco‑romana, copta, islamica e contemporanea. Tra gli oggetti più significativi si trovano la statua di Meritamen, figlia e consorte del faraone Ramses II, mummie di oltre 2.000 anni e una ricca serie di testimonianze di vita quotidiana, arte e cultura che riflettono l’evoluzione della società egiziana nel corso dei millenni. Situato su El‑Nasr Road nella città di Hurghada, il museo rappresenta un complemento culturale ideale alle attività balneari, offrendo ai visitatori un percorso espositivo che unisce la storia antica alla modernità e favorendo una comprensione più profonda dell’identità egiziana anche durante brevi soste nel Mar Rosso.
Hurghada Museum
La forza dell’Egitto risiede dunque nella sua diversità geografica, culturale e storica, e i suoi porti rappresentano il punto di connessione ideale tra il mare e queste molteplici destinazioni. Attraverso una pianificazione integrata e incentivi flessibili, il sistema portuale egiziano consente alle compagnie di crociera e ai visitatori di scoprire un Egitto autentico, meno conosciuto e ricco di sorprese. Ogni porto apre la strada a nuove destinazioni, trasformando ogni scalo in un invito a esplorare un Paese che va ben oltre le sue icone più celebri.
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