Si è conclusa a Las Palmas de Gran Canaria l’edizione 2026 di Seatrade Cruise Med, che il 16 e 17 settembre ha riunito operatori, compagnie di crociera, porti e professionisti del settore per confrontarsi sulle principali trasformazioni che stanno interessando il mercato mediterraneo.

Con il tema “Raising Expectations”, il programma congressuale ha posto al centro del dibattito temi come la crescita sostenibile, l’evoluzione delle destinazioni, il futuro delle crociere di lusso e la necessità di trovare un equilibrio tra sviluppo, autenticità e impatto sulle comunità locali.

Nel corso delle due giornate si sono svolte 25 sessioni congressuali, con oltre 90 relatori, che hanno analizzato le nuove opportunità per il Mediterraneo e il crescente ruolo dell’Atlantico, oltre alle prospettive legate alla destagionalizzazione e all’evoluzione dell’esperienza di viaggio.

Ad aprire il programma congressuale è stato Charles “Bud” Darr, President and CEO della Cruise Lines International Association (CLIA), che nel suo intervento ha sottolineato il ruolo strategico del Mediterraneo nel panorama crocieristico internazionale e l’importanza della collaborazione tra compagnie, destinazioni e operatori del settore. Darr ha evidenziato come il turismo crocieristico sia, per sua natura, un turismo gestito in stretta collaborazione con le destinazioni, sottolineando l’impegno delle compagnie associate a CLIA nel promuovere una crescita responsabile, rafforzare la gestione sostenibile delle destinazioni e sviluppare tecnologie e pratiche capaci di ridurre le emissioni e migliorare le performance ambientali. Secondo Darr, il Mediterraneo presenta ancora importanti opportunità di sviluppo e una collaborazione sempre più stretta sarà fondamentale per garantire che la crescita del settore possa generare valore duraturo per le comunità locali, i viaggiatori e l’intera regione.

Seatrade Cruise Med 2026
Seatrade Cruise Med 2026

Un altro momento centrale del programma è stato il panel “State of the Mediterranean Cruise Industry: Raising Expectations”, dedicato alle prospettive di crescita e alle nuove sfide che attendono il mercato crocieristico mediterraneo. Al centro della discussione è stata la necessità di “alzare l’asticella” per mantenere il Mediterraneo tra le destinazioni crocieristiche più attrattive al mondo. Una crescita che porta con sé nuove responsabilità, soprattutto in termini di infrastrutture, gestione delle destinazioni, sostenibilità e creazione di valore a lungo termine. Con 39,75 milioni di movimenti passeggeri registrati nel 2025, insieme a una forte espansione del segmento luxury e a importanti investimenti in nuove navi nei prossimi anni, il Mediterraneo si trova davanti a una fase di ulteriore trasformazione, nella quale crescita e qualità dovranno procedere sempre più di pari passo.

Un altro tema affrontato durante Seatrade Cruise Med 2026 ha riguardato il rapporto tra compagnie di crociera, porti, città e destinazioni nel panel “The Destination Stewardship Compact: How Cruise, Ports and Cities Build Better Tourism Together”. Il confronto ha posto l’attenzione sulla necessità di pianificare la crescita turistica con largo anticipo, attraverso una maggiore collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Dalla gestione dei flussi alle infrastrutture, dalla mobilità alle performance ambientali, è emersa l’importanza di una gestione responsabile delle destinazioni, capace di generare benefici concreti per le comunità locali.

Particolare attenzione è stata dedicata al delicato equilibrio tra crescita del turismo e priorità delle comunità locali. Governi, destinazioni, autorità portuali e compagnie sono chiamati a condividere obiettivi e responsabilità, favorendo una pianificazione più coordinata e lungimirante. In questo contesto, la crescita della blue economy europea dovrà accompagnarsi a un modello turistico capace di mantenere le destinazioni attrattive e sostenibili, rafforzando al tempo stesso il valore economico generato dal turismo crocieristico.

La destagionalizzazione è stata uno dei temi trasversali di Seatrade Cruise Med 2026, affrontato in due momenti del programma. L’opening keynote “The Rarest Season: Building the Mediterranean’s Year-Round Economy” ha evidenziato la forte concentrazione dei flussi turistici nei mesi estivi e la necessità di distribuire meglio la domanda durante tutto l’anno. La bassa stagione rappresenta infatti una risorsa ancora poco sfruttata, con importanti potenzialità per destinazioni, imprese e comunità locali.

Il tema è stato poi approfondito nel panel “Balancing Seasonality: The Year-Round Tourism Economy”, realizzato in collaborazione con il Tourism Seasonality Summit, che ha riunito rappresentanti di compagnie aeree, compagnie di crociera, aeroporti e porti. La discussione ha sottolineato l’importanza di una maggiore collaborazione per valorizzare le stagioni intermedie, ridurre la pressione nei mesi di punta e creare nuove opportunità economiche. L’obiettivo è trasformare così la stagionalità da criticità a opportunità di crescita, contribuendo a un’economia turistica più stabile e attiva durante tutto l’anno.

La decarbonizzazione è stata uno dei temi centrali di Seatrade Cruise Med 2026, con il panel “Moving the Needle: Decarbonisation Beyond Fuel”, dedicato alle soluzioni concrete per ridurre le emissioni del settore crocieristico. Oltre ai combustibili alternativi, sono state analizzate tecnologie e strategie come l’efficientamento energetico, una pianificazione più intelligente degli itinerari, l’impiego delle batterie e l’ottimizzazione delle operazioni a bordo e nei porti.

Il confronto ha sottolineato la necessità di affrontare la decarbonizzazione in modo più ampio, combinando diverse soluzioni e accelerandone l’adozione. In questo percorso, la collaborazione tra compagnie, porti e gli altri attori dell’ecosistema è fondamentale per condividere tecnologie e competenze e trasformare le soluzioni già disponibili in risultati concreti nella riduzione dell’impatto ambientale.

Il rapporto tra porti e comunità locali è stato al centro del panel “More Than a Port: A Gateway to Community Trust & Engagement”, dedicato alla necessità di costruire e mantenere la fiducia dei territori. In un settore in crescita, lo sviluppo delle infrastrutture e l’arrivo di nuove navi devono infatti essere accompagnati da iniziative capaci di generare benefici concreti per residenti, equipaggi e visitatori.

La discussione ha posto l’accento su accessibilità, inclusione, formazione e coinvolgimento della comunità, evidenziando il ruolo dei porti come punti di connessione tra industria crocieristica e territorio. Un approccio più aperto e partecipativo può rafforzare il rapporto con le comunità e il consenso verso il settore, trasformando il porto da semplice punto di accesso per i passeggeri a membro attivo della comunità e protagonista dello sviluppo economico e sociale del territorio.

La crescita del segmento luxury è stata al centro del panel “Beneath the Luxury Itinerary: What the Med & Atlantic Demand of Ports & Destinations Now”, in un mercato in forte espansione nell’ultimo decennio. Il numero di navi di lusso è passato dalle 28 unità del 2010 alle 97 del 2024, con una crescita che interessa sempre più anche il Mediterraneo e l’Atlantico.

La discussione ha evidenziato come le aspettative degli ospiti premium vadano oltre l’esperienza a bordo, coinvolgendo accoglienza, accessi privilegiati, personalizzazione delle esperienze a terra e gestione dei flussi. Porti e destinazioni sono quindi chiamati a ripensare il proprio ruolo e a collaborare con le compagnie per offrire esperienze a terra coerenti con il posizionamento luxury, basate su autenticità, qualità e accesso privilegiato. In questo scenario, la destinazione diventa sempre più parte integrante dell’esperienza premium.

Il tema della personalizzazione delle esperienze a terra è stato affrontato nel panel “Tailored, Not Templated: Delivering Brand Differentiation Ashore”, dedicato alla necessità di mantenere distintiva l’identità delle compagnie anche al di fuori della nave. Se a bordo i brand investono sempre più in esperienze riconoscibili, questa identità rischia infatti di perdersi di fronte a escursioni e attività troppo simili tra loro.

La discussione ha evidenziato come destinazioni e operatori locali debbano sviluppare proposte più personalizzate, coerenti con il posizionamento dei diversi brand, dal luxury all’expedition fino alle crociere contemporanee e family. Una maggiore collaborazione tra compagnie, destinazioni e partner a terra può così creare esperienze più autentiche e mirate, rafforzando il valore dell’itinerario e trasformando ogni escursione in un’estensione naturale dell’esperienza a bordo.

Il programma di Seatrade Cruise Med 2026 ha dedicato attenzione anche alle opportunità offerte dai Caraibi e dall’America Latina, con il workshop interattivo “Beyond the Beach: Creating Authentic Caribbean & Latin American Experiences for European Cruise Guests”. Al centro del confronto è stata l’evoluzione delle aspettative dei viaggiatori europei, sempre più interessati a vivere esperienze immersive e autentiche che vadano oltre le tradizionali visite turistiche. Le destinazioni caraibiche e latinoamericane dispongono di un patrimonio estremamente ricco, fatto di cultura, storia, gastronomia, musica, natura, avventura e ospitalità, che può rappresentare un importante elemento di attrattività per il mercato europeo. La sfida consiste nel valorizzare queste caratteristiche attraverso proposte capaci di offrire ai passeggeri un contatto più autentico con i territori e con le comunità locali.

Tra le iniziative presentate a Seatrade Cruise Med 2026 ha trovato spazio anche “Cruise Ready”, la nuova serie di Masterclass sviluppata da CLIA e dedicata ai responsabili di porti e destinazioni. Il programma nasce con l’obiettivo di aiutare i territori a comprendere meglio le esigenze delle compagnie e ad affrontare le trasformazioni del settore.

La Cruise Ready Masterclass Series, sviluppata con il contributo di esperti dell’industria, è articolata in 21 moduli e affronta temi come infrastrutture, operazioni, tecnologia, sostenibilità, sicurezza, guest experience, investimenti e integrazione tra porto e città. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per aiutare porti e destinazioni a pianificare meglio gli investimenti e prepararsi all’evoluzione del mercato.

Il crescente avvicinamento tra ospitalità di lusso e crocieristica è stato al centro del panel “When Hotel Brands Set Sail”, dedicato all’ingresso nel settore marittimo di alcuni importanti brand dell’hotellerie internazionale. Con il loro arrivo sul mare, il confine tra hotel di lusso e crociera diventa sempre più sottile, portando a bordo nuovi standard di servizio, design e guest experience.

Il confronto ha analizzato le prime esperienze operative di questi nuovi protagonisti e il loro contributo alla ridefinizione del lusso in crociera, con una maggiore attenzione a personalizzazione, esclusività e cura dei dettagli. Questa convergenza coinvolge anche destinazioni, porti e l’intero ecosistema turistico, segnando una nuova fase di evoluzione del segmento luxury, sempre più vicino al mondo dell’hotellerie.

L’evoluzione del segmento expedition è stata al centro del panel “What Defines Expedition Cruising Today?”, che ha analizzato come la crociera esplorativa stia cambiando con l’espansione degli operatori verso nuove regioni e l’evoluzione delle aspettative dei viaggiatori. Oggi l’expedition non è più definita soltanto dalla destinazione, ma sempre più dalla qualità e dall’autenticità delle esperienze.

Il confronto ha evidenziato l’importanza dell’immersione culturale, del contatto con le comunità locali e di esperienze più significative e meno convenzionali, richiedendo agli operatori un approccio sempre più attento ai territori. In questo scenario, esplorazione, autenticità e connessione con le destinazioni diventano gli elementi centrali della nuova expedition cruising.

La crescita del settore crocieristico e le prospettive legate all’Atlantico sono state al centro della sessione “Cruise Outlook: Growth, Deployment & the Atlantic Opportunity”, durante la quale Oxford Economics ha analizzato i dati alla base dell’espansione del mercato, delle strategie di deployment delle compagnie e del crescente ruolo dell’Atlantico all’interno dello scenario crocieristico mediterraneo. L’area si sta infatti affermando come una delle realtà più dinamiche, grazie alla possibilità di offrire nuove opportunità di sviluppo e di diversificare la capacità disponibile. 

Il ruolo della tecnologia nella gestione della crescita turistica è stato al centro del panel “Smarter Destinations: Can Technology Help Manage Destination Growth?”, dedicato alle soluzioni digitali che possono aiutare le destinazioni mediterranee a gestire l’aumento dei flussi, mantenendo un equilibrio tra esperienza dei visitatori e esigenze delle comunità locali.

Tra gli strumenti analizzati figurano intelligenza artificiale, dati in tempo reale, sistemi di orientamento digitale e tecnologie per la gestione dei flussi, utili a distribuire meglio gli arrivi, ridurre la congestione e migliorare la pianificazione. La discussione ha però sottolineato che la tecnologia, da sola, non basta: servono strategia, pianificazione e collaborazione tra destinazioni, porti, operatori e comunità locali. Una destinazione “smart” è quindi quella capace di integrare gli strumenti digitali in un modello che migliori sia l’esperienza dei visitatori sia la qualità della vita dei residenti.

L’intelligenza artificiale è stata al centro del panel “Practical AI in Ports: Cutting Through the Hype”, dedicato alle applicazioni concrete che questa tecnologia sta offrendo nel settore crocieristico. Il confronto ha cercato di andare oltre l’entusiasmo legato all’AI, concentrandosi sui casi in cui il suo utilizzo può già produrre risultati concreti nelle attività portuali.

Tra gli ambiti analizzati figurano gestione degli ormeggi, controllo della congestione, modellazione predittiva e gestione dei flussi dei passeggeri, strumenti che possono rendere le operazioni più efficienti e supportare i processi decisionali. La discussione ha inoltre evidenziato la necessità di infrastrutture digitali adeguate, dati affidabili e una strategia chiara per trasformare il potenziale dell’AI in risultati effettivi.

l ruolo dello storytelling nella valorizzazione delle destinazioni è stato al centro del panel “Beyond the Bucket List: The Art of Destination Storytelling”, dedicato alla necessità di andare oltre le attrazioni più conosciute e offrire ai crocieristi esperienze più autentiche. In un momento in cui le destinazioni cercano di distribuire meglio i flussi, la capacità di raccontare il territorio può diventare uno strumento strategico.

Il panel ha evidenziato come quartieri meno conosciuti, esperienze locali, gastronomia, cultura e tradizioni possano creare un legame più profondo tra visitatore e destinazione. Uno storytelling efficace può così ispirare i passeggeri a esplorare nuovi luoghi, distribuire meglio i flussi e creare opportunità per le comunità locali, rendendo l’esperienza più autentica e memorabile.

Il panel “The Atlantic Advantage” ha approfondito il ruolo che l’Atlantico può assumere nell’evoluzione del sistema crocieristico mediterraneo. Al centro della discussione è stata la capacità dell’Atlantico di ampliare la capacità crocieristica, alleggerire la pressione sui porti più consolidati e rafforzare l’intero ecosistema crocieristico mediterraneo. La crescente attenzione verso quest’area è legata anche alla possibilità di sviluppare nuovi itinerari, distribuire meglio i flussi e valorizzare destinazioni in grado di offrire nuove esperienze ai passeggeri. Il confronto ha quindi evidenziato come l’Atlantico possa rappresentare non solo una naturale estensione del mercato mediterraneo, ma anche una leva strategica per una crescita più equilibrata e diversificata della crocieristica nella regione.

La capacità delle infrastrutture portuali di accompagnare l’evoluzione tecnologica delle nuove navi è stata al centro del panel “Is Shoreside Infrastructure Ready for the Next Generation of Ships?”. Le compagnie stanno investendo in navi sempre più efficienti e predisposte per combustibili alternativi e alimentazione elettrica da terra, ponendo però una domanda fondamentale: i porti sono pronti a sostenerne l’evoluzione?

La discussione ha analizzato le criticità legate a cold ironing, combustibili alternativi, capacità delle reti elettriche e requisiti normativi, evidenziando il rischio di un divario tra le tecnologie disponibili a bordo e quelle presenti nei porti. Colmare questo gap richiederà investimenti, pianificazione e collaborazione tra compagnie, autorità portuali, governi e fornitori di energia.

L’adeguamento delle infrastrutture avrà inoltre un ruolo sempre più importante nelle scelte di deployment delle compagnie, influenzando la possibilità di inserire determinate destinazioni negli itinerari delle navi di nuova generazione. La preparazione dei porti diventa così non solo una questione ambientale e operativa, ma anche un fattore di competitività per le destinazioni del futuro.

Il ruolo della crociera come porta d’accesso a un’esperienza turistica più ampia è stato al centro del panel “Making Every Call Count: Unlocking Longer Stays & Lasting Destination Value”. Sempre più passeggeri scelgono di prolungare il viaggio prima o dopo la crociera, mentre alcuni tornano successivamente in autonomia nelle destinazioni scoperte a bordo. Per i territori, questo significa andare oltre l’attrazione di nuove navi e trasformare ogni scalo in un’opportunità di valore duraturo.

La discussione ha analizzato come porti, destinazioni e operatori turistici possano collaborare per favorire soggiorni più lunghi, aumentare la spesa sul territorio e rafforzare il legame con le comunità locali. L’obiettivo è trasformare la prima visita in crociera in un’esperienza capace di stimolare nuove visite e creare una relazione più duratura con la destinazione.

Il tema del turismo responsabile è stato al centro del panel “Leave Something Behind: Responsible Shore Experiences”, dedicato alla crescente richiesta di esperienze capaci di lasciare un impatto positivo sulle destinazioni. I viaggiatori sono infatti sempre più interessati a vivere momenti significativi, senza compromettere il patrimonio culturale, le comunità locali e gli ecosistemi.

La discussione ha approfondito il ruolo di incontri responsabili con la fauna, iniziative di turismo rigenerativo, esperienze guidate dalle comunità e collaborazioni con realtà locali, mostrando come sia possibile coniugare qualità dell’esperienza e tutela del territorio. L’obiettivo è sviluppare proposte che non si limitino a ridurre l’impatto del turismo, ma che possano contribuire concretamente al benessere delle destinazioni.

L’importanza dei primi momenti a terra è stata al centro del panel “The First 15 Minutes Ashore”, che ha evidenziato come l’esperienza della destinazione inizi ben prima di raggiungere un’attrazione o partecipare a un’escursione. Dal momento dello sbarco, infatti, segnaletica, trasporti, accessibilità e accoglienza contribuiscono a determinare la percezione che il passeggero avrà della destinazione e dell’intera esperienza di crociera.

La discussione ha quindi analizzato come porti e destinazioni possano migliorare questi primi momenti, trasformandoli in un elemento di competitività. Un’accoglienza efficiente, chiara e positiva può infatti facilitare gli spostamenti, ridurre eventuali disagi e creare fin dall’inizio una percezione favorevole del territorio. In un mercato dove le aspettative dei passeggeri sono in continua crescita, i primi quindici minuti possono diventare decisivi per l’esperienza complessiva della destinazione.

L’evoluzione delle strategie di deployment nel Mediterraneo e nei mari adiacenti è stata al centro del panel “Shifting Deployment in the Med & Adjoining Seas”, che ha analizzato i cambiamenti nella geografia crocieristica della regione. La domanda dei passeggeri, la crescita delle operazioni durante tutto l’anno e la nascita di nuovi corridoi stanno rendendo gli itinerari sempre più dinamici.

La discussione ha evidenziato come flessibilità, diversificazione e collaborazione siano ormai fondamentali nella pianificazione degli itinerari. Porti e destinazioni sono quindi chiamati ad adattarsi alle nuove esigenze e a rafforzare le partnership con le compagnie per cogliere le opportunità di crescita. Una maggiore agilità nelle scelte di deployment può rappresentare un vantaggio strategico in una mappa crocieristica mediterranea in continua evoluzione.

Il concetto di destination immersion è stato invece al centro del panel “Destination Immersion: From Ship to Shore”, dedicato alla possibilità di creare un legame più profondo tra passeggeri e destinazioni durante l’intero viaggio.

La discussione ha evidenziato come gastronomia, intrattenimento, storytelling e cultura possano portare a bordo elementi distintivi delle destinazioni, stimolando i passeggeri a vivere esperienze più autentiche durante lo scalo. L’obiettivo è creare una maggiore continuità tra nave e territorio, trasformando la semplice visita in un rapporto più significativo con i luoghi e le culture incontrate lungo l’itinerario.

Naturalmente, durante l’evento non sono mancati i Seatrade Cruise Awards, che quest’anno hanno celebrato il loro 20° anniversario, riunendo i protagonisti dell’industria crocieristica internazionale per premiare eccellenze, innovazione e leadership nel settore.

Tra i principali riconoscimenti, il premio Destination of the Year è andato a Stavanger, in Norvegia, mentre Skjolden Port, anch’esso norvegese, ha conquistato il titolo di Port of the Year. Nell’ambito delle esperienze e dell’innovazione, HX Expeditions e AROS Marine hanno ricevuto il premio Expedition Cruise Initiative of the Year, mentre Excursions Ltd è stata premiata per l’Innovative Shorex of the Year.

Sul fronte della sostenibilità, il riconoscimento Sustainability Initiative of the Year, sponsorizzato da Cruise Baltic, è stato assegnato al Port of Dover per il progetto Carbon Net Zero. Il premio Product of the Year è andato invece a Zeero Group per la sua tecnologia di biocarburanti circolari destinata al settore crocieristico.

A completare il palmarès, Richard J. Vogel ha ricevuto il premio Outstanding Achievement of the Year, mentre Philippe Hetland Brault, President di Orient Express SILENSEAS, è stato nominato Personality of the Year.

I riconoscimenti hanno così messo in evidenza alcune delle principali direttrici di sviluppo della crocieristica internazionale: innovazione, sostenibilità, nuove esperienze e valorizzazione delle destinazioni, celebrando al tempo stesso i protagonisti che stanno contribuendo a definire il futuro del settore.

L’edizione 2026 di Seatrade Cruise Med ha confermato come il Mediterraneo si trovi davanti a una nuova fase di sviluppo, nella quale la crescita dovrà essere accompagnata da una maggiore attenzione alla sostenibilità, alla qualità delle esperienze e al valore generato per i territori. Dalla destagionalizzazione alla decarbonizzazione, dalla tecnologia alle nuove infrastrutture, fino all’evoluzione del segmento luxury e dell’expedition, i temi affrontati hanno mostrato un settore in continua trasformazione.

Il messaggio emerso dalle due giornate di Las Palmas de Gran Canaria è quindi chiaro: alzare le aspettative significa non soltanto accogliere più passeggeri e nuove navi, ma costruire un modello di crocieristica più integrato con le destinazioni e con le comunità locali. In questo percorso, collaborazione, innovazione e capacità di adattarsi ai cambiamenti saranno elementi fondamentali per mantenere il Mediterraneo competitivo e, allo stesso tempo, renderne la crescita più equilibrata e sostenibile.

Gabriele Bassi