HX Expeditions ha concluso la stagione artica 2026 con un programma che ha unito esplorazione, ricerca scientifica, nuove tecnologie e una crescente attenzione alla partecipazione degli ospiti. Nel corso di 31 crociere artiche, la compagnia ha accolto migliaia di viaggiatori in alcune delle aree più remote della regione, registrando 26.491 contributi di citizen science nell’ambito di nove programmi di ricerca e organizzando 363 sessioni scientifiche dedicate a bordo dei gommoni d’esplorazione.

La stagione ha assunto un significato particolare poiché HX celebra nel 2026 il suo 130° anniversario, ricordando la prima spedizione alle Svalbard della compagnia nel 1896, quando gli ospiti viaggiavano insieme a scienziati e biologi interessati a comprendere l’ambiente artico. Questo stesso legame tra esplorazione e ricerca rimane ancora oggi centrale nell’approccio della compagnia, sebbene su una scala molto più ampia, con gli ospiti coinvolti nella raccolta di dati sulla fauna selvatica, sulla limpidezza delle acque, sulla copertura nuvolosa e sull’attività dell’aurora boreale durante le loro spedizioni. Sul totale dei contributi raccolti nel corso della stagione, 23.518 sono stati effettuati attraverso iNaturalist, a cui si aggiungono 1.286 osservazioni ORCA, 1.183 contributi eBird, 203 segnalazioni NASA GLOBE Cloud Observer, 181 rilevazioni con disco di Secchi, 73 contributi Happywhale, 38 osservazioni di fioriture algali nocive, otto segnalazioni Aurorasaurus e una registrazione tramite Marine Debris Tracker. HX ha inoltre riferito che ospiti e membri dell’equipaggio hanno raccolto 308,44 chilogrammi di rifiuti durante le attività di pulizia delle spiagge, rafforzando ulteriormente la dimensione ambientale che sta diventando sempre più parte integrante dell’esperienza expedition.

Uno degli sviluppi più interessanti della stagione è stato il progetto AI WAVE, acronimo di Whales and Arctic Vessels, realizzato in collaborazione con la Heriot-Watt University e con Seiche, azienda specializzata nel monitoraggio marino. A bordo di MS Fram è stato installato uno Smart Visual Detection System, in quella che HX descrive come la prima sperimentazione artica di questo tipo basata sull’utilizzo combinato di immagini termiche e intelligenza artificiale per il rilevamento delle balene in tempo reale. L’esperimento è iniziato durante la navigazione della nave da Dover alle Svalbard ed è proseguito per tutta l’estate artica, raccogliendo dati nell’arcipelago attraverso una combinazione di telecamere termiche, immagini ad alta definizione, machine learning e monitoraggio continuo. La tecnologia è progettata per individuare gli sbuffi delle balene e le loro attività in superficie, mentre i dati raccolti durante la stagione saranno utilizzati per migliorare i futuri sistemi di riconoscimento delle specie assistiti dall’intelligenza artificiale e i sistemi di allerta automatizzati. L’obiettivo è fornire agli ufficiali di plancia un avviso più tempestivo della presenza di balene nelle acque circostanti, con il potenziale di ridurre il disturbo e il rischio di collisioni per specie come narvali, beluga e balene della Groenlandia. Al di là della sperimentazione condotta a bordo di MS Fram, il progetto rappresenta anche un esempio di come l’intelligenza artificiale possa assumere un ruolo sempre più rilevante nella navigazione, nel monitoraggio ambientale e nella protezione dei mammiferi marini nell’intero settore marittimo.

HX ha inoltre ampliato la componente educativa della propria offerta artica con un nuovo corso gratuito dedicato alle Svalbard, sviluppato in collaborazione con la University of Tasmania, pensato per introdurre gli ospiti alla fauna, agli ecosistemi, alla storia dell’arcipelago e ai principi di un’esplorazione responsabile prima della partenza. Il programma segue iniziative analoghe dedicate all’Alaska e all’Antartide, mentre per il 2027 sono previsti ulteriori corsi dedicati all’Artico canadese, alla Groenlandia, all’Islanda e al Passaggio a Nord-Ovest. Questo riflette un cambiamento più ampio nel settore delle crociere expedition, dove l’esperienza inizia sempre più prima dell’imbarco e si estende oltre le tradizionali conferenze a bordo o le escursioni a terra, creando un legame più forte tra destinazione, interpretazione scientifica e partecipazione dei passeggeri. Allo stesso tempo, HX ha registrato il livello più alto di sempre nelle prenotazioni delle suite durante la stagione artica, suggerendo una crescente domanda di sistemazioni premium anche all’interno di un segmento storicamente definito più dalla destinazione e dall’esplorazione che dal lusso. La compagnia ha inoltre registrato una valutazione media di 4,7 su 5 su Tripadvisor, sulla base di 167 recensioni, confermando come i viaggiatori delle crociere expedition combinino sempre più le aspettative di avventura, formazione e consapevolezza ambientale con standard più elevati di comfort e qualità dell’esperienza a bordo.

Parallelamente ai risultati della stagione artica, HX ha confermato che il Greenland Promise sarà esteso fino alla fine della stagione 2028, aggiungendo un ulteriore anno alla protezione già prevista per le partenze del 2026 e del 2027. Il programma è stato introdotto per offrire agli ospiti e ai partner del settore dei viaggi una maggiore flessibilità nella pianificazione delle spedizioni in Groenlandia, in particolare nei casi in cui HX cancelli una partenza idonea al programma o il governo del Paese di provenienza del passeggero sconsigli il viaggio. In tali circostanze, i viaggiatori possono trasferire la propria prenotazione a un’altra spedizione HX e ricevere un ulteriore 20% di Future Cruise Credit, oppure scegliere un rimborso completo, secondo i termini e le condizioni applicabili. Per una destinazione come la Groenlandia, dove le spedizioni vengono spesso prenotate con largo anticipo e rappresentano un investimento significativo, questo tipo di flessibilità sta diventando una componente sempre più rilevante dell’offerta complessiva. «La scienza è uno degli strumenti più efficaci per trasformare un viaggio nell’Artico in qualcosa che continui ad avere valore molto tempo dopo il ritorno a casa», ha dichiarato la dott.ssa Verena Meraldi, Chief Scientist di HX, sottolineando come i 26.491 contributi di citizen science e il progetto di rilevamento delle balene tramite intelligenza artificiale rappresentino esempi concreti di come organizzazioni di ricerca, partner tecnologici, operatori e ospiti possano collaborare.

La stagione 2026 evidenzia quindi una direzione chiara per HX, con scienza, formazione, tecnologia e viaggi premium sempre più integrati all’interno del modello expedition, dando vita a un’esperienza che non punta soltanto a portare i viaggiatori in ambienti remoti, ma anche a coinvolgerli più direttamente nella comprensione dei luoghi che visitano.
Gabriele Bassi


