Nassau Cruise Port ha celebrato il quinto anno consecutivo di partecipazione alle attività dell’International Coastal Cleanup, rafforzando un programma ambientale sempre più integrato nella più ampia strategia del porto dedicata alla destinazione e alle comunità locali.
L’11 settembre, 30 volontari di Nassau Cruise Port e membri della comunità portuale hanno affiancato il Bahamas National Trust al Bonefish Pond National Park, rimuovendo circa 2.100 libbre di rifiuti dall’area umida protetta. L’iniziativa ha coinvolto anche rappresentanti di Grupo Anderson’s e Port Nassau Excursions e si è svolta nell’ambito della campagna ambientale permanente del porto “It’s in Our Hands”.

L’iniziativa assume particolare rilevanza considerando le dimensioni dell’attività crocieristica di Nassau. Nel 2025, Nassau Cruise Port ha gestito 6.070.532 passeggeri e 1.582 toccate nave, rispetto ai 5,65 milioni di passeggeri e alle 1.445 toccate dell’anno precedente. Nel solo primo trimestre del 2026, il traffico passeggeri è aumentato di quasi il 15%, raggiungendo circa 1,8 milioni di passeggeri, mentre le toccate nave sono cresciute del 5,5%. Per una delle destinazioni di transito più trafficate al mondo nel settore delle crociere, questa crescita pone una crescente attenzione sul modo in cui lo sviluppo portuale e l’aumento dei flussi di visitatori vengono bilanciati con la tutela ambientale e il coinvolgimento delle comunità.
Il Bonefish Pond National Park rappresenta un contesto particolarmente significativo per l’iniziativa. Situato nella parte meridionale di New Providence, il parco protegge circa 1.235 acri di habitat costiero e uno degli ultimi ecosistemi integri di mangrovie soggetti alle maree dell’isola. L’area è stata storicamente interessata da attività di abbandono illegale di rifiuti, prima di essere dichiarata parco nazionale nel 2002. Da allora, il Bahamas National Trust ha promosso programmi di recupero e pulizia a lungo termine.

Il suo ecosistema di mangrovie costituisce un’importante area di nursery per diverse specie marine, tra cui dentici, cernie, grugnitori e aragoste, contribuendo inoltre a stabilizzare la costa e a rafforzare la resilienza complessiva degli ambienti costieri. Il Bahamas National Trust continua a individuare nell’abbandono illegale di rifiuti e nella pressione esercitata dallo sviluppo delle aree circostanti alcune delle principali criticità ambientali che interessano il parco.
L’ultima attività di pulizia si inserisce inoltre in una collaborazione più ampia tra Nassau Cruise Port e il Bahamas National Trust. Nel marzo 2026, le due organizzazioni hanno annunciato una partnership triennale nell’ambito della quale il porto si è impegnato a destinare 75.000 dollari a programmi di conservazione e sensibilizzazione ambientale. Nassau Cruise Port è inoltre diventato il primo partner aziendale fondatore della Blue Green Bahamas: Visitor Awareness Initiative, un progetto pensato per avvicinare sia i passeggeri delle crociere sia i residenti agli ecosistemi del Paese attraverso contenuti digitali, segnaletica e campagne educative. Questo approccio riflette un’evoluzione più ampia nella gestione delle destinazioni crocieristiche, con i porti sempre più orientati a considerare, oltre allo sviluppo delle infrastrutture e ai volumi di passeggeri, anche il rapporto con le comunità e gli ambienti naturali che li circondano.
Nassau Cruise Port è stato il primo porto della rete Global Ports Holding a partecipare alle attività dell’International Coastal Cleanup, aderendo all’iniziativa nel 2022. Nel 2025, il programma è stato esteso all’intero portafoglio GPH, coinvolgendo dipendenti, comunità locali e stakeholder in porti di diverse regioni. Oggi il programma rientra in un più ampio quadro di sostenibilità di GPH, che comprende la riduzione dei rifiuti, il riciclo, progetti di efficienza energetica, il monitoraggio delle emissioni e il coinvolgimento delle comunità in tutta la rete portuale globale. A Nassau, la piattaforma “It’s in Our Hands” ha incluso anche iniziative di riciclo all’interno del porto e attività regolari di rimozione dei rifiuti marini dalle acque portuali.

La stessa International Coastal Cleanup si è trasformata nel tempo in un programma globale di citizen science, oltre che in un’iniziativa per la rimozione dei rifiuti. Organizzata da Ocean Conservancy, coinvolge oltre 100 Paesi e prevede che i volontari registrino le tipologie di rifiuti raccolti, contribuendo così alla creazione di una base dati sull’inquinamento marino. Dal lancio del programma, nel 1986, quasi 20 milioni di volontari hanno rimosso oltre 400 milioni di libbre di rifiuti da spiagge e corsi d’acqua in tutto il mondo. Per Nassau Cruise Port, il più recente intervento al Bonefish Pond rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice attività annuale di volontariato. In un contesto caratterizzato dalla continua crescita del traffico crocieristico, l’iniziativa mostra come le partnership ambientali e la tutela della destinazione stiano diventando una componente sempre più visibile della strategia portuale, accanto all’ampliamento della capacità e alla qualità dell’esperienza degli ospiti.
Gabriele Bassi

