L’Anguilla Tourist Board ha concluso una missione commerciale di cinque giorni negli Stati Uniti che ha coinvolto oltre 200 travel advisor tra New York, Long Island, Connecticut, New Jersey e Pennsylvania. Un’operazione che va oltre la semplice promozione della destinazione e conferma il peso strategico della distribuzione professionale per un’isola che continua a puntare con decisione sul segmento luxury e sul mercato nordamericano.

L’Anguilla Tourist Board ha concluso il 18 settembre un roadshow di cinque giorni negli Stati Uniti, incontrando oltre 200 travel advisor attraverso una serie di appuntamenti mirati tra New York City, Long Island, Connecticut, New Jersey e Pennsylvania. La missione, svoltasi dal 14 al 18 settembre, ha combinato presentazioni negli uffici delle agenzie, pranzi e cene con clienti e professionisti del settore, oltre a momenti di networking pensati per rafforzare il rapporto diretto con la distribuzione. A guidare la delegazione erano Sean Richard, chairman dell’Anguilla Tourist Board, Chantelle Richardson, deputy director of tourism, e Vivian Chambers, rappresentante commerciale negli Stati Uniti con The Muse Collection. Tra gli appuntamenti principali figuravano le presentazioni presso Global Travel Collection a New York City e Travel 15 nel New Jersey, insieme a incontri organizzati a Long Island e nelle altre tappe del programma.

Pictured during the Anguilla Destination Roadshow are, from left, Chantelle Richardson, deputy director of tourism, Anguilla Tourist Board; Idalmis Hernandez, associate director of sales, Zemi Beach House; Vivian Chambers.
Pictured during the Anguilla Destination Roadshow are, from left, Chantelle Richardson, deputy director of tourism, Anguilla Tourist Board; Idalmis Hernandez, associate director of sales, Zemi Beach House; Vivian Chambers.

Un roadshow che, letto in chiave B2B, racconta bene la strategia attuale di Anguilla. La destinazione non sembra interessata a inseguire semplicemente grandi volumi, quanto piuttosto a consolidare il rapporto con gli intermediari in grado di intercettare una clientela ad alta capacità di spesa e di trasformare il prodotto dell’isola in un viaggio realmente personalizzato. Una dinamica particolarmente rilevante per una destinazione nella quale resort di lusso, ville private, gastronomia e servizi su misura costituiscono una parte importante dell’offerta. Del resto, la scelta geografica del roadshow non è casuale. Gli Stati Uniti rappresentano nettamente il principale mercato di provenienza per Anguilla. Nel gennaio 2026, mese che ha fatto registrare il miglior risultato di sempre per quel periodo con 15.006 turisti stay-over, ben il 70,6% degli arrivi turistici proveniva dagli USA, pari a 10.591 visitatori e con una crescita del 14,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Gli arrivi complessivi sull’isola nello stesso mese hanno raggiunto quota 29.325, con un incremento del 24,5% anno su anno.

Numeri che aiutano a comprendere perché il lavoro sul trade americano continui ad avere un peso così forte. Non si tratta soltanto di mantenere visibilità sul mercato principale, ma di presidiare quei canali che possono valorizzare meglio un prodotto non sempre immediato da vendere come una grande destinazione all inclusive caraibica. Anguilla richiede ancora consulenza, conoscenza delle diverse aree dell’isola, capacità di scegliere fra resort, boutique hotel e ville e, soprattutto, di costruire un soggiorno intorno alle esigenze del singolo cliente. È proprio su questo aspetto che Chantelle Richardson ha posto l’accento durante la missione. «Mentre la tecnologia continua a rendere le informazioni di viaggio sempre più accessibili, una consulenza affidabile acquista ancora più valore», ha spiegato la deputy director of tourism. Secondo Richardson, gli advisor riescono a combinare esperienza, conoscenza diretta e comprensione personale del cliente in un modo che la tecnologia, da sola, non è ancora in grado di replicare. È una considerazione interessante in un momento nel quale il settore discute quotidianamente del ruolo dell’intelligenza artificiale nella pianificazione dei viaggi. Per una destinazione come Anguilla, la risposta sembra essere quella di investire ancora di più sul fattore umano, non in contrapposizione alla tecnologia ma come elemento capace di trasformare una grande quantità di informazioni disponibili online in una scelta precisa e coerente con il profilo del viaggiatore.

Chantelle Richardson and Merla Smith Halley of the Anguilla Tourist Board with U.S. travel advisors Falon Sweeney and Courtney Carter at Virtuoso Travel Week 2026 in Las Vegas.
Chantelle Richardson and Merla Smith Halley of the Anguilla Tourist Board with U.S. travel advisors Falon Sweeney and Courtney Carter at Virtuoso Travel Week 2026 in Las Vegas.

A confermare il ruolo degli advisor nel posizionamento dell’isola è arrivato, soltanto poche settimane prima del roadshow, anche il risultato registrato all’interno del network Virtuoso. Nell’agosto 2026 Anguilla è stata indicata come prima destinazione caraibica e terzo Paese a livello mondiale per i viaggi durante il festive period sulla base dei dati di prenotazione del network; West End è entrata inoltre fra le principali destinazioni individuali per lo stesso periodo. Il dato è particolarmente significativo per il B2B, considerando che Virtuoso riunisce oltre 20.000 travel advisor specializzati soprattutto nei segmenti luxury ed experiential. Al roadshow statunitense hanno partecipato anche due strutture che rappresentano bene due differenti declinazioni dell’hôtellerie di fascia alta dell’isola: Zemi Beach House e Aurora Anguilla Resort & Golf Club. Idalmis Hernandez, associate director of sales di Zemi Beach House, e Sue Kyaw, senior leisure sales manager di Aurora Anguilla, hanno presentato agli advisor rispettivamente accommodations, ristorazione, servizi e attività disponibili nelle due proprietà.

La presenza degli hotel accanto all’ente del turismo è tutt’altro che secondaria. Permette di passare dalla comunicazione generale della destinazione al prodotto concretamente vendibile, dando agli agenti informazioni che possono essere trasferite immediatamente al cliente. Zemi Beach House si inserisce nel contesto di Shoal Bay East, sul versante orientale dell’isola, mentre Aurora rappresenta uno dei grandi resort del West End e propone, oltre all’offerta balneare, golf, ristorazione e un ampio ventaglio di attività. Il sito ufficiale della destinazione indica per Aurora 178 suite e ville e sei ristoranti, oltre a esperienze che spaziano dalle visite alla fattoria idroponica ai corsi di cucina e alle attività golfistiche. Ma il prodotto Anguilla si presta bene anche a una vendita più ampia del semplice soggiorno in resort. L’isola conta 33 spiagge, un’offerta importante di ville e boutique hotel e una scena gastronomica particolarmente sviluppata, elemento che il Tourist Board utilizza da tempo come una delle principali leve di posizionamento. Per il trade significa poter lavorare su segmenti diversi – coppie, honeymoon, famiglie multigenerazionali, clienti gourmet, golfisti o repeaters dei Caraibi – mantenendo comunque una forte componente premium.

Vivian Chambers, U.S. sales representative with The Muse Collection, speaks with travel advisors during the Anguilla Destination Roadshow.
Vivian Chambers, U.S. sales representative with The Muse Collection, speaks with travel advisors during the Anguilla Destination Roadshow.

Anche l’accessibilità sta diventando progressivamente meno complessa, altro elemento essenziale quando si parla di conversione delle vendite. American Airlines mantiene il collegamento tra Miami e Anguilla, mentre il governo locale ha indicato nel proprio piano economico 2026 l’ampliamento della connettività aerea come uno dei punti centrali della strategia turistica, citando anche servizi diretti con Boston, Newark e Baltimore e l’avvio del progetto di estensione della pista del Clayton J. Lloyd International Airport. È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’attuale fase di sviluppo della destinazione: Anguilla continua a mantenere quell’immagine di Caribe discreto e relativamente esclusivo che costituisce una parte importante del suo appeal, ma parallelamente lavora per eliminare gli attriti che possono rendere più difficile la vendita. Migliore accessibilità, maggiore presenza commerciale e contatto diretto con gli advisor sono tre tasselli della stessa strategia.

Il roadshow di settembre si inserisce infatti in un lavoro sul mercato statunitense che non nasce oggi. Già nel gennaio 2026 l’Anguilla Tourist Board aveva realizzato una precedente missione dedicata agli advisor americani insieme a partner alberghieri, sottolineando allora il ruolo di una strategia commerciale basata sulle relazioni e sul posizionamento luxury. La nuova iniziativa di settembre amplia ulteriormente questo approccio, questa volta toccando un numero significativo di professionisti in alcuni dei bacini più importanti del Nord-Est statunitense. Il messaggio al trade appare quindi abbastanza chiaro. In un mercato nel quale il cliente può informarsi autonomamente su praticamente ogni aspetto di una destinazione, il valore dell’advisor si sposta dall’accesso all’informazione alla capacità di selezionarla, interpretarla e trasformarla in esperienza. Per Anguilla, dove l’offerta è basata proprio sulla personalizzazione, sulla qualità dell’ospitalità e su un lusso generalmente poco ostentato, questo tipo di distribuzione continua a essere particolarmente coerente.

Chantelle Richardson, deputy director of tourism at the Anguilla Tourist Board, presents destination updates to travel advisors during the roadshow.
Chantelle Richardson, deputy director of tourism at the Anguilla Tourist Board, presents destination updates to travel advisors during the roadshow.

Per l’Anguilla Tourist Board, il risultato immediato del roadshow è rappresentato dagli oltre 200 professionisti raggiunti. Quello più interessante, tuttavia, sarà misurabile nel medio periodo: trasformare una maggiore conoscenza del prodotto in prenotazioni, consolidare la quota sul principale mercato internazionale e, soprattutto, mantenere l’isola nella short list degli advisor quando un cliente chiede un Caraibe di fascia alta che abbia ancora una propria identità.

Gabriele Bassi