Tra bastioni barocchi, storia dei Cavalieri di Malta e panorami sul Mediterraneo, la piccola capitale maltese si conferma uno degli scali più ricchi e sorprendentemente completi del Mediterraneo centrale.

La Valletta accoglie le navi da crociera in uno dei porti naturali più spettacolari del Mediterraneo, il Grand Harbour, un'insenatura profonda e protetta che per millenni ha reso Malta un punto di passaggio strategico tra Europa e Nord Africa, conteso nel corso dei secoli da fenici, cartaginesi, romani, arabi, normanni, angioini e aragonesi, prima ancora dell'arrivo dei Cavalieri di San Giovanni. Fu proprio l'Ordine, guidato dal Gran Maestro Jean Parisot de Valette — da cui la città prende il nome — a fondare La Valletta nel 1566, subito dopo il celebre Grande Assedio del 1565, quando poche migliaia di cavalieri e maltesi resistettero per oltre tre mesi all'assalto di una flotta ottomana molto più numerosa. Quella vittoria, celebrata in tutta Europa come una delle ultime grandi difese della cristianità mediterranea, segnò la nascita di una città concepita fin dall'origine come fortezza inespugnabile, progettata da Francesco Laparelli secondo criteri urbanistici rinascimentali su una griglia regolare che ancora oggi rende il centro storico sorprendentemente facile da esplorare a piedi, nonostante l'intrico di bastioni che lo circonda. Dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1980, La Valletta è spesso descritta come una delle capitali europee con la più alta concentrazione di patrimonio storico-artistico per chilometro quadrato, un titolo che, esplorandola anche solo per poche ore, appare tutt'altro che esagerato.

Grand Harbour
Grand Harbour

Chi arriva via mare trova generalmente la nave ormeggiata al Valletta Waterfront o al terminal crociere adiacente, entrambi collocati proprio ai piedi delle mura cittadine: è uno dei rari casi nel Mediterraneo in cui il centro storico è raggiungibile a piedi in pochi minuti, senza bisogno di navette o taxi, sebbene un ascensore panoramico colleghi comodamente il livello del porto alle Upper Barrakka Gardens per chi preferisce risparmiarsi la salita più ripida. Proprio le Upper Barrakka Gardens rappresentano spesso il primo assaggio della città per i passeggeri: da questi giardini pensili, un tempo riservati agli ufficiali dell'Ordine e oggi aperti a tutti, si gode una delle viste più fotografate di Malta, con l'intero Grand Harbour disteso sotto lo sguardo e Fort Sant'Angelo, l'antica roccaforte dei Cavalieri, che domina la punta opposta dell'insenatura. Ogni giorno, a mezzogiorno in punto, uno sparo cerimoniale del cannone dal bastione sottostante rievoca l'antica tradizione militare della città: un piccolo rituale che vale la pena programmare con qualche minuto di anticipo, perché richiama sempre un buon numero di visitatori e regala una delle immagini più caratteristiche dello scalo.

Fort St Angelo
Fort St Angelo

Scendendo verso il cuore della città lungo le strade acciottolate, non si può mancare la Concattedrale di San Giovanni, che dall'esterno si presenta con una facciata sobria, quasi austera, ma che all'interno rivela uno degli ambienti barocchi più sontuosi d'Europa: pavimenti interamente ricoperti da lapidi marmoree intarsiate che commemorano cavalieri di ogni nazione europea, volte affrescate da Mattia Preti con episodi della vita di San Giovanni Battista e, nell'attiguo oratorio, la Decollazione di San Giovanni Battista, capolavoro di Caravaggio dipinto durante il suo soggiorno maltese e unica opera che il pittore abbia mai firmato di proprio pugno, tracciando la sua firma nel sangue dipinto che sgorga dal collo del santo. È un dettaglio che da solo giustifica una sosta prolungata per chi si interessa di storia dell'arte, e che rende la cattedrale una tappa quasi obbligata anche per chi ha poco tempo a disposizione. Poco distante corre Republic Street, la via principale che attraversa la città da un capo all'altro collegando idealmente le due estremità della penisola: qui si concentrano negozi, palazzi nobiliari, caffè storici e alcuni degli edifici pubblici più rappresentativi, come il Palazzo del Gran Maestro, oggi sede del parlamento maltese, che ancora conserva sale di rappresentanza e un'armeria visitabile con collezioni di armature appartenute ai Cavalieri, comprese quelle indossate durante il Grande Assedio. Non lontano si trova anche il Teatro Manoel, uno dei teatri più antichi d'Europa ancora in funzione, la cui sala interamente in legno dorato merita una visita anche solo per pochi minuti, quando gli orari lo consentono. Chi cerca un punto di vista alternativo può spingersi fino a Hastings Gardens, sul lato opposto della città rispetto alle Upper Barrakka: meno frequentati ma altrettanto panoramici, guardano verso la costa settentrionale e verso Sliema, regalando una prospettiva diversa sulla baia e un momento di quiete lontano dai flussi principali di visitatori.

Grand Harbour Walls
Grand Harbour Walls

Chi ha voglia di allontanarsi ancora un poco dal circuito più battuto può cercare il quartiere di Valletta che si affaccia sul lato di Marsamxett Harbour, il porto "minore" della città, meno fotografato del Grand Harbour ma altrettanto suggestivo al tramonto, quando le luci si accendono sulle imbarcazioni ormeggiate e sulla vicina Manoel Island. È anche il lato della città da cui si gode una delle viste più belle su Sliema e Msida, e un buon punto per una passeggiata più tranquilla lontano dai flussi di visitatori che si concentrano quasi sempre intorno a Republic Street e alle Upper Barrakka.

Per chi dispone di qualche ora aggiuntiva, lo scalo a La Valletta apre naturalmente ad alcune delle escursioni più suggestive di Malta, e vale la pena pianificarle in base al tempo effettivamente disponibile a terra. Con due o tre ore extra, una breve traversata in barca attraverso il Grand Harbour — spesso su piccole imbarcazioni tradizionali dai colori vivaci chiamate dgħajsa, una sorta di gondola maltese — porta alle Three Cities: Vittoriosa, Senglea e Cospicua, un tempo cuore fortificato dell'isola prima ancora della fondazione di La Valletta stessa e sede storica dei Cavalieri prima del trasferimento nella nuova capitale. Oggi sono quartieri più raccolti e autentici, con vicoli stretti, piccoli cantieri navali storici ancora attivi e un'atmosfera decisamente meno turistica rispetto alla capitale, ideali per chi cerca un'esperienza più genuina del quotidiano maltese.

Con mezza giornata a disposizione, un tragitto in taxi di circa mezz'ora conduce invece a Mdina, l'antica capitale dell'isola soprannominata "la città silenziosa" per il divieto di circolazione automobilistica nel suo centro medievale: le sue stradine tortuose, i palazzi nobiliari color miele e la vista che si apre sull'intera isola dai suoi bastioni la rendono una delle mete più suggestive per chi visita Malta anche solo di passaggio, e la vicina Rabat, con le sue catacombe paleocristiane, offre un ulteriore strato di storia per chi vuole approfondire. Chi preferisce restare più vicino al porto può invece dedicare il tempo residuo a Sliema o St. Julian's, appena al di là della baia, dove trovare un'atmosfera più moderna, waterfront animati, boutique e una buona scelta di ristoranti con vista mare, oppure fare un salto alle Sliema Front, la lunga passeggiata a mare particolarmente amata dai maltesi nelle ore serali e ideale per chi vuole un ultimo scorcio di vita locale prima di rientrare a bordo.

Sul fronte gastronomico, uno scalo a La Valletta è un'ottima occasione per assaggiare una cucina che raramente riceve l'attenzione che merita, capace di fondere influenze siciliane, nordafricane, spagnole e britanniche in un repertorio del tutto originale. Il modo più semplice per iniziare è lasciarsi tentare dai pastizzi, piccoli involtini di pasta sfoglia friabile ripieni di ricotta salata o di piselli in purea, venduti caldi in ogni angolo della città in piccole pasticcerie chiamate pastizzeriji: costano pochissimo, si mangiano in due bocconi e rappresentano lo spuntino di strada per eccellenza, tanto che molti maltesi li considerano una vera e propria istituzione nazionale più che un semplice cibo da strada. Chi ha tempo per un pasto più strutturato dovrebbe cercare il fenkata, lo stufato di coniglio marinato nel vino rosso e negli aromi mediterranei, considerato il piatto nazionale per eccellenza e tradizionalmente legato a occasioni conviviali e feste di paese; non è raro trovarlo anche fritto, servito con un contorno di patate.

Altrettanto rappresentativo è il ftira, un pane locale dalla crosta croccante e la mollica compatta, farcito con tonno, capperi, pomodori secchi, cipolla e olive, che ricorda vagamente la muffuletta siciliana ma con un carattere del tutto proprio: è un'ottima opzione per un pranzo veloce da consumare passeggiando. Tra i primi piatti, vale la pena cercare l'aljotta, una zuppa di pesce aromatizzata con aglio, pomodoro e maggiorana, particolarmente apprezzata nei mesi più freschi, mentre tra i dolci il kannoli maltese e l-imqaret, piccoli involtini di pasta fritta ripieni di dattero speziato, offrono un finale goloso a qualunque pasto. Nei numerosi caffè storici lungo Republic Street e nelle piazzette del centro non manca infine occasione per una pausa con vista, magari accompagnata da un bicchiere di vino maltese: le uve autoctone Girgentina per i bianchi e Gellewża per i rossi sono ancora poco conosciute fuori dall'isola, ma la qualità delle cantine locali è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni, e un assaggio in un wine bar del centro è spesso una piacevole sorpresa anche per palati più esigenti. Per chi ama la birra, il Cisk, la lager locale prodotta dal 1929, resta la scelta più diffusa nei bar della città, servita fresca praticamente ovunque.

Grand Harbour
Grand Harbour

Dal punto di vista pratico, vale la pena tenere presente che le strade del centro storico sono quasi ovunque acciottolate e alternano salite e discese piuttosto marcate, per cui calzature comode sono più che mai indispensabili, forse ancora più che in altri scali mediterranei apparentemente più impegnativi. Il clima estivo può risultare caldo e assolato, con le pietre chiare della città che riflettono e amplificano il calore nelle ore centrali della giornata: chi programma la visita in piena estate farebbe bene a concentrare le camminate più lunghe nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, riservando magari le ore più calde a una pausa in uno dei tanti caffè storici lungo Republic Street o a una visita ai musei con aria condizionata, come il National Museum of Archaeology, che custodisce reperti megalitici straordinari provenienti dai templi preistorici dell'isola — più antichi di Stonehenge e delle piramidi egizie — o il Malta at War Museum, che ripercorre l'assedio subito dall'isola durante la Seconda Guerra Mondiale e il conferimento della George Cross all'intera popolazione maltese, unico caso nella storia in cui un'intera nazione ha ricevuto questa onorificenza britannica. Chi visita Malta in primavera o in autunno troverà temperature più miti e una luce particolarmente favorevole per la fotografia, oltre a una minore affluenza di visitatori rispetto ai mesi centrali dell'estate, quando più navi possono trovarsi in porto contemporaneamente e i punti di maggiore interesse, come le mura o la cattedrale, tendono a riempirsi rapidamente in tarda mattinata.

Valletta Skyline
Valletta Skyline

L'euro è la valuta ufficiale e le carte di pagamento sono ampiamente accettate anche nei piccoli negozi e nelle pastizzeriji più informali, sebbene sia sempre utile avere con sé qualche moneta per acquisti rapidi di strada. L'inglese, lingua ufficiale insieme al maltese e parlata correntemente dalla quasi totalità della popolazione, rende la comunicazione particolarmente semplice per i visitatori internazionali, un vantaggio non scontato rispetto ad altri scali del Mediterraneo dove la barriera linguistica può complicare la giornata a terra, soprattutto per chi viaggia autonomamente senza escursioni organizzate. Per chi si muove con gruppi organizzati, famiglie o persone con mobilità ridotta, va segnalato che l'ascensore panoramico e i principali punti di interesse del centro sono generalmente ben accessibili, un aspetto che rende La Valletta uno scalo relativamente agevole rispetto ad altre città fortificate del Mediterraneo, spesso più impervie e meno attrezzate. Infine, chi ha la fortuna di fare scalo durante una delle numerose festi locali — le feste patronali che animano quasi ogni paese maltese tra maggio e settembre, con fuochi d'artificio, bande musicali e processioni religiose — troverà un'occasione più unica che rara per vivere la città in una delle sue espressioni più autentiche e festose, ben lontana dai circuiti puramente turistici.

Gabriele Bassi