In un’epoca in cui il viaggio diventa sempre più autentico, immersivo e consapevole, le crociere expedition rappresentano una delle evoluzioni più affascinanti del turismo internazionale. Non si tratta più semplicemente di raggiungere destinazioni remote, ma di vivere esperienze trasformative, entrando in contatto con culture, natura e paesaggi straordinari e riscoprendo il vero valore dell’esplorazione.

In questa intervista abbiamo il piacere di incontrare Akvile Marozaite, CEO e Co-Founder di Expedition Cruise Network (ECN), una delle realtà internazionali più dinamiche nel panorama delle crociere expedition. Attraverso il suo percorso professionale e la sua esperienza nel settore, Akvile ci accompagna alla scoperta di un mondo in continua evoluzione, dove esplorazione, visione internazionale e relazioni umane si intrecciano per dare vita a nuove modalità di vivere il viaggio. 

Un dialogo che offre uno sguardo autentico non solo sulla crescita dell’expedition travel, ma anche sulla passione, la determinazione e la visione necessarie per costruire una community globale in un segmento così specialistico e affascinante del turismo contemporaneo.

Akvile Marozaite, CEO and Co Founder of Expedition Cruise Network (ECN)
Akvile Marozaite, CEO and Co Founder of Expedition Cruise Network (ECN)

Il mondo delle crociere expeditions nasce spesso da un incontro personale particolarmente significativo: un viaggio, una destinazione o un momento capace di cambiare il proprio modo di vedere le cose. Nel suo caso, questo legame sembra essere stato particolarmente profondo, trasformandosi gradualmente non solo in una passione, ma anche in un percorso professionale. Akvile, il tuo percorso nel mondo delle crociere expedition nasce da un’esperienza molto personale e trasformativa. Com’è nato il tuo legame con questo settore e quando hai capito che sarebbe diventato parte della tua vita professionale?

Ho iniziato a lavorare per Silversea Cruises nel 2011. Prima di allora non conoscevo molto il mondo delle crociere in generale, e ancora meno quello delle crociere expedition. Il mio interesse è nato inizialmente proprio attraverso il lavoro, imparando a conoscere questo settore. Mi affascinava il modo in cui riusciva a combinare l’esplorazione con la conoscenza e l’interpretazione offerte dagli esperti.

Nel 2014 ho finalmente avuto l’opportunità di vivere questa esperienza in prima persona, non solo viaggiando verso alcune delle regioni più remote del mondo, ma anche salendo a bordo come membro del team di spedizione. Il mio primo viaggio a bordo della Silver Discoverer mi portò in Indonesia e Malesia, ma il momento in cui ho sentito di essere veramente entrata in sintonia con il mondo delle crociere expedition è arrivato poco più tardi, durante il nostro primo viaggio nell’Estremo Oriente russo e in Alaska.

È stato su una delle isole di quella regione che me ne sono innamorata. Essere circondata da centinaia di otarie orsine, leoni marini di Steller e migliaia di urie che volavano sopra di noi è stata un’esperienza straordinaria. Ho capito quanto poco conoscessi del mondo naturale e che sarei stata felice di trascorrere il resto della mia vita imparando sempre di più.

Da lettrice appassionata e persona che non ha mai smesso di imparare, ho sentito fin da allora una forte sintonia con la componente educativa delle crociere expedition, un aspetto che continua ancora oggi ad affascinarmi profondamente.

Alcuni viaggi lasciano un segno indelebile, non solo per i luoghi visitati, ma anche per le emozioni, gli incontri e il senso di scoperta che riescono a suscitare. In particolare, le regioni più remote hanno il potere di mettere in discussione le nostre abitudini e di aprire orizzonti completamente nuovi. Hai raccontato che il tuo primo viaggio nel Russian Far East, nel 2014, ha cambiato completamente il corso della tua vita. Cosa hai provato durante quell’esperienza e cosa ti ha colpito così profondamente da spingerti a dedicarti al mondo dell’esplorazione?

Se siete come me, una persona cresciuta prevalentemente in un ambiente urbano e in qualche modo distante dal mondo naturale, spesso vivete il contatto con la natura attraverso la televisione, i film, i libri o magari una visita allo zoo. Sono inoltre nata in Lituania nell’ultimo decennio dell’Unione Sovietica, un contesto che comportava ulteriori limitazioni quando si trattava di viaggiare e di conoscere il mondo al di là dei propri confini.

Entrare in contatto con la natura alle sue condizioni è qualcosa di completamente diverso. Trovarsi circondati da leoni marini che, durante la stagione degli amori, possono arrivare a pesare quasi una tonnellata, e sentirne il respiro e i versi tutt’intorno, è un’esperienza che rimane dentro. Ti fa sentire profondamente vivo e completamente presente. Ti ricorda anche la tua fragilità e il fatto che, nonostante il nostro modo di vivere, noi esseri umani non siamo i padroni del mondo naturale.

È proprio questo uno degli aspetti delle crociere expedition che apprezzo maggiormente. Viaggiare verso luoghi remoti e ricchi di fauna selvatica offre una prospettiva nuova e rigenerante, di cui molti di noi hanno bisogno nella vita moderna. Vivere questi ambienti attraverso tutti i sensi suscita meraviglia e permette di comprendere più profondamente quanto ogni elemento del mondo sia interconnesso.

Ancora oggi, questo rimane uno dei motivi principali per cui continuo a fare ciò che faccio e per cui riesco ad apprezzarlo con lo stesso entusiasmo del mio primo viaggio.

Il settore delle crociere expedition è un comparto altamente specializzato, che richiede competenze specifiche, una visione internazionale e la capacità di comprendere sia le dinamiche del viaggio sia quelle del mondo marittimo. Per chi si avvicina a questo settore, i primi anni possono essere tanto entusiasmanti quanto impegnativi. Entrare in un settore così specialistico e internazionale non dev’essere stato semplice. Quali sono state le principali sfide che hai dovuto affrontare nei tuoi primi anni nel travel e nella cruise industry?

Non direi di aver affrontato difficoltà specificamente legate al settore in sé. Alcune delle sfide che ho incontrato riflettevano dinamiche più ampie del mondo del lavoro, tra cui la disuguaglianza di genere, ancora presente in molti settori. È anche per questo che sono particolarmente motivata a sostenere e valorizzare il talento femminile.

Le posizioni di leadership continuano a essere occupate in misura sproporzionata dagli uomini, nonostante il talento sia distribuito equamente tra i generi. Invece di concentrarmi sulle barriere, ho sempre preferito concentrarmi su ciò che potevo controllare: imparare, mantenere viva la curiosità e fare quel passo in più per comprendere sempre meglio il mondo delle crociere expedition.

La curiosità è sempre stata una delle mie più grandi qualità. Tutto ciò che sto vivendo oggi è in realtà il risultato di anni di passione, dedizione e apprendimento continuo. Credo inoltre che il successo raramente si raggiunga da soli. È generalmente il risultato di una combinazione di determinazione, tempismo, opportunità e del sostegno di persone che credono in te. Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare molti mentori e continuo a esserne profondamente grata.

Molti progetti di successo nascono da un’esigenza concreta del mercato, ma anche dalla passione e dalla determinazione di chi crede in una nuova visione. Expedition Cruise Network sembra essere nato proprio dalla combinazione di esperienza, intuizione e impegno nei confronti del settore. Da questa passione è nato poi Expedition Cruise Network, oggi una delle realtà più autorevoli del settore. Come è nata l’idea di creare ECN?

In realtà, è stato il cofondatore di ECN, Martin Johnson, ad avere l’idea e a contattarmi per chiedermi se fossi interessata a farne parte.

Gli chiesi di darmi due settimane per rifletterci. Non perché sapessi già per quale motivo avrei dovuto dire di sì, ma perché volevo capire se ci fosse una ragione convincente per dire di no. Alla fine, non ne trovai nessuna.

Tre anni dopo, eccoci qui. Si è rivelata una buona idea e un’ottima decisione.

Creare un network significa molto più che riunire aziende e professionisti; significa costruire rapporti di fiducia, favorire il dialogo e offrire valore a un intero settore. La crescita di ECN dimostra quanto fosse forte la necessità di una piattaforma dedicata al comparto delle crociere expedition. Oggi ECN riunisce quasi 30 expedition cruise line e oltre 2.500 professionisti della vendita. Costruire una community internazionale di questo livello richiede visione strategica, relazioni solide e grande capacità di adattamento. Immaginavi una crescita così importante? Qual è stata la fase più complessa nella costruzione del network e quali, invece, sono stati i momenti più gratificanti del vostro percorso fino a oggi?

La crescita è stata probabilmente più sorprendente soprattutto all’inizio. Quando sei completamente immerso nella costruzione di qualcosa, non sempre hai il tempo di fermarti e riflettere su quanta strada sia stata fatta.

La crescita continua è una testimonianza della necessità a cui stiamo rispondendo e, spero, anche del fatto che stiamo facendo qualcosa nel modo giusto. Sono immensamente orgogliosa di ciò che abbiamo raggiunto. Ogni giorno mi sveglio pensando sinceramente a come possiamo servire ancora meglio questa comunità, rimanendo fedeli ai valori da cui siamo partiti.

Come accade per ogni cosa nella vita, è un percorso continuo. Raggiungi un obiettivo, emergono nuove idee, si presentano nuove opportunità e il processo continua.

Alcuni dei momenti più gratificanti arrivano durante la nostra conferenza annuale. Vedere la comunità riunita in un unico luogo, ascoltare le conversazioni, le risate e la passione che le persone nutrono per questa forma di viaggio è qualcosa di speciale. È in quei momenti che ti rendi davvero conto di aver contribuito a creare qualcosa che prima non esisteva. Sapere di aver avuto anche solo un piccolo ruolo nell'aiutare persone e aziende ad avere maggiore successo è incredibilmente gratificante.

Guidare un’organizzazione in continua evoluzione richiede la capacità di coniugare una visione strategica di lungo periodo con le decisioni operative quotidiane. Significa anche saper motivare le persone, rafforzare le partnership e mantenere una direzione chiara in un mercato in rapido cambiamento. Oggi il tuo ruolo unisce leadership, strategia, innovazione e relazioni umane. Dietro una realtà in continua crescita come ECN c’è sicuramente un lavoro quotidiano molto intenso. Come descriveresti il tuo stile di leadership e quali sono le responsabilità principali del tuo ruolo come CEO?

Stiamo crescendo, ma siamo ancora un’organizzazione relativamente piccola, il che significa che ricopro diversi ruoli. Questo richiede una grande capacità di gestire molte attività contemporaneamente, assicurandosi di non concentrarsi così tanto sulle operazioni quotidiane da perdere di vista il quadro generale.

Ho la fortuna di avere al mio fianco alcuni membri del team molto competenti e ad agosto accoglieremo anche un nuovo collega.

Il mio approccio alla leadership è piuttosto semplice: non si dovrebbero assumere persone di cui non ci si fida. Voglio che i membri del nostro team siano il più possibile appassionati e preparati nel mondo delle crociere expedition e sono felice di investire tempo ed energie per aiutarli a raggiungere questo obiettivo.

Poiché siamo ancora un’organizzazione di dimensioni contenute, continuo a essere coinvolta nella maggior parte delle nostre attività. Detto questo, ideare nuove iniziative, nuovi progetti e nuovi modi per offrire valore al settore è probabilmente l’aspetto del mio lavoro che apprezzo di più.

Sebbene le crociere expedition stiano attirando un interesse sempre maggiore, rimangono un segmento che molti viaggiatori stanno ancora scoprendo. La loro identità è molto diversa da quella delle crociere tradizionali, poiché si basa sull’esplorazione, sulla formazione, sul contatto con la natura e su un legame più profondo con le destinazioni. Il settore delle crociere expedition è dunque un segmento in forte crescita, ma ancora poco conosciuto dal grande pubblico rispetto a quello tradizionale. Per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, come lo definiresti?

È un’ottima domanda, ed è un tema su cui ci confrontiamo spesso anche internamente.

Per me, una crociera expedition è una vacanza per viaggiatori curiosi. Ti porta in luoghi dove puoi osservare affascinanti fenomeni naturali, culturali o storici, imparando al contempo dagli esperti che contribuiscono a far vivere e comprendere quelle destinazioni. Non credo esista un’altra forma di viaggio che permetta di vivere e apprezzare una destinazione in modo così completo e approfondito come una crociera expedition.

Se a questo aggiungiamo l’emozione di viaggiare sull’acqua, la possibilità di incontrare alcuni degli animali più grandi del pianeta, di raggiungere regioni remote accessibili spesso solo via mare e di entrare in contatto con culture uniche, il fascino di questo tipo di viaggio diventa evidente.

Nel senso più ampio del termine, una crociera expedition è un’avventura sull’acqua. I dettagli possono variare a seconda della destinazione, ma l’idea di fondo rimane la stessa.

È inoltre interessante notare ciò che manca da questa descrizione: la nave. Sebbene le dimensioni della nave e i servizi di bordo siano certamente importanti, raramente sono il punto da cui parte la conversazione. Nella crociera tradizionale, la nave è spesso la protagonista. Nella crociera expedition, invece, questo ruolo spetta alla destinazione.

Le abitudini di viaggio stanno cambiando e molti ospiti sono oggi alla ricerca di esperienze che vadano oltre la semplice visita delle destinazioni. Cresce il desiderio di conoscere più a fondo i luoghi, raggiungere destinazioni meno convenzionali e tornare a casa con un legame personale più profondo con il viaggio vissuto. Negli ultimi anni sempre più viaggiatori sembrano ricercare esperienze autentiche, immersive e lontane dai percorsi più convenzionali. Secondo te, perché cresce così tanto il desiderio di esplorare destinazioni remote e vivere viaggi più significativi? E parlando di trend, quali sono oggi le destinazioni expedition più richieste o emergenti?

Credo che la pandemia abbia avuto molto a che fare con tutto questo. Abbiamo sperimentato in prima persona cosa significasse non poter viaggiare o vivere esperienze che prima davamo per scontate. Questo ha spinto molte persone a rivalutare quali esperienze siano davvero importanti per loro.

Allo stesso tempo, la vita moderna può talvolta farci sentire disconnessi. Trascorriamo sempre più tempo davanti ai dispositivi digitali e sui social media, e numerose ricerche suggeriscono che questo non ci renda necessariamente più felici. Il viaggio, in generale, rappresenta un meraviglioso antidoto a tutto ciò, e le crociere expedition sono particolarmente adatte perché spesso portano le persone più a contatto con la natura e in ambienti remoti e ricchi di fauna selvatica.

Il nostro lavoro consiste anche nel creare le condizioni perché possano accadere eventi inattesi. Anche da adulti continuiamo ad avere bisogno di meravigliarci. Non puoi chiedere a una balena selvatica di emergere dall’acqua proprio davanti a te, ma quando accade, l’esperienza è al tempo stesso straordinaria e capace di lasciarti senza parole. Le crociere expedition creano le condizioni perché questi momenti possano verificarsi e spesso rimangono impressi nelle persone molto tempo dopo il loro ritorno a casa.

A tutto questo si aggiungono il senso di comunità che si crea a bordo e i legami umani profondi che le persone instaurano condividendo queste esperienze.

Per quanto riguarda le destinazioni, le regioni polari e le Galápagos rimangono tra le preferite. Stiamo inoltre assistendo a un crescente interesse per le destinazioni dalle acque più calde, per regioni culturalmente ricche come la Papua Nuova Guinea e per le spedizioni fluviali, comprese quelle nel bacino amazzonico.

Le crociere expedition si svolgono spesso in alcuni degli ambienti più fragili e straordinari del pianeta. Per questo motivo, la sostenibilità non rappresenta semplicemente una tendenza, ma una responsabilità fondamentale per le compagnie, gli operatori e gli stessi viaggiatori. Quando si parla di expedition travel, il tema della sostenibilità diventa inevitabilmente centrale. Quanto sarà importante questo aspetto per il futuro del settore? E soprattutto, pensi che oggi l’industria riesca davvero a trovare un equilibrio concreto tra esplorazione, crescita del turismo e tutela ambientale?

È un tema che mi sta particolarmente a cuore.

Le crociere expedition non rappresentano ancora una forma di viaggio completamente sostenibile. Gran parte della questione è legata al consumo di carburante e all'impatto ambientale più ampio del trasporto marittimo. Tuttavia, tra tutte le forme di viaggio via mare, credo che le crociere expedition siano all'avanguardia nel percorso verso un futuro più responsabile.

Viaggiamo in alcuni dei luoghi più remoti e fragili del pianeta, e questo rappresenta per gli operatori un forte incentivo a contribuire alla loro tutela. Le crociere expedition hanno sempre avuto le proprie radici nell'educazione, nella conservazione e nella conoscenza.

Il settore va spesso oltre i requisiti previsti dalle normative e, in molti casi, si autoregolamenta. Organizzazioni come IAATO e AECO sono ottimi esempi di questo approccio.

Quando gestite con attenzione, destinazioni come le Galápagos dimostrano che il turismo può essere regolamentato in modo da proteggere gli ecosistemi, limitare il numero di visitatori e garantire benefici concreti alle comunità locali.

In alcuni casi, le crociere expedition possono persino avere un impatto positivo. Molti operatori sostengono iniziative di citizen science, progetti di conservazione, fondazioni e programmi di raccolta fondi nelle regioni che visitano. I membri delle spedizioni sono spesso direttamente coinvolti in attività di ricerca scientifica e conservazione che vanno oltre il loro ruolo a bordo.

Il tema è molto più ampio e spero che ECN possa contribuire ad aiutare gli operatori a comunicare in modo più efficace questi impegni e a mettere in luce i numerosi modi attraverso i quali il settore sta lavorando per costruire un futuro più responsabile.

Una lunga carriera nel mondo dei viaggi e dell’esplorazione richiede resilienza, curiosità e la capacità di continuare a evolversi insieme al settore. Il suo percorso rappresenta inoltre un importante esempio per chi aspira a crescere professionalmente in un comparto competitivo, ma ricco di opportunità. Dopo tanti anni nel settore, continui a essere una figura estremamente attiva, appassionata e coinvolta nello sviluppo della community internazionale. Cosa ti motiva ancora oggi nel tuo lavoro? E guardando alle nuove generazioni, quale consiglio daresti a una giovane donna che sogna di costruire una carriera di leadership nella travel industry?

Sono sempre stata una persona molto curiosa e una lettrice instancabile. Le crociere expedition sono perfette per me, perché non smetto mai di imparare.

La curiosità potrebbe non essere essenziale in ogni ruolo, ma credo che sia una delle qualità più preziose, sia nel lavoro sia nella vita. Ti porta a esplorare percorsi inaspettati, stimola la creatività, favorisce la collaborazione e apre la porta a un apprendimento che dura tutta la vita.

La curiosità, inoltre, non ha genere. Sebbene siano stati compiuti importanti passi avanti, non credo che viviamo ancora in un mondo caratterizzato da opportunità completamente paritarie. Molte donne si trovano tuttora nella necessità di essere particolarmente intraprendenti, resilienti e determinate nel percorso verso posizioni di leadership.

A una giovane donna che desidera costruire una carriera nel settore dei viaggi e raggiungere un ruolo di leadership, rivolgerei una frase di Dolly Parton che ho sempre amato: «Scopri chi sei e fallo con consapevolezza.»

Non riesco a pensare a un consiglio migliore. Siamo naturalmente attratti dall'autenticità, perché la riconosciamo quando la incontriamo. Se manterrai questo principio come la tua stella polare, il successo tenderà a seguirti, anche se spesso, alla fine del percorso, avrà un aspetto molto diverso da quello che immaginavi all'inizio.

The Expedition Cruise Network 2024
The Expedition Cruise Network 2024

Guardando al futuro, il settore delle crociere expedition sembra destinato a continuare a crescere, con nuove destinazioni, nuove partnership e nuovi modi di coinvolgere sia gli operatori del settore sia i viaggiatori. Il ruolo di ECN all’interno di questa evoluzione sarà certamente importante da seguire. Quali sono i prossimi obiettivi di Expedition Cruise Network? Possiamo aspettarci nuove iniziative, eventi o progetti internazionali nei prossimi mesi?

Assolutamente. Sto lavorando a un paio di progetti davvero entusiasmanti che, al momento, non sono ancora pronta a svelare.

Quello che posso dire è che sono molto entusiasta del modo in cui il settore delle crociere expedition continua a evolversi e di quanto il mondo del travel trade stia diventando sempre più consapevole e interessato a questo segmento.

Dedico molto tempo a riflettere su come ECN possa continuare ad adattarsi alle esigenze della nostra comunità di travel advisor e a offrirle sempre maggiore supporto. Allo stesso tempo, voglio aiutare i nostri operatori membri del settore delle crociere expedition a collaborare, innovare e far sentire ancora di più la propria voce.

In definitiva, il mio obiettivo è molto semplice: aiutare i nostri membri a essere domani più di successo di quanto lo siano oggi. Questa rimane la mia stella polare, sia a livello personale sia per l'azienda.

Il settore delle crociere expedition sta certamente vivendo una fase di profonda evoluzione, guidata da viaggiatori sempre più attenti all’esperienza, alla scoperta e al significato stesso del viaggio. Attraverso il lavoro di realtà come Expedition Cruise Network e la visione di professionisti come Akvile M., questo settore continua a ridefinire il concetto di esplorazione contemporanea, creando connessioni tra destinazioni, operatori e viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

Desideriamo ringraziare Akvile Marozaite per la sua disponibilità e per averci permesso di approfondire non solo le dinamiche di un settore in rapida crescita, ma anche il percorso umano e professionale che ha portato alla creazione di una comunità internazionale come ECN. Dalla leadership alle nuove prospettive nel mondo dei viaggi, la sua visione riflette un modo di concepire il turismo sempre più orientato alla consapevolezza, alla collaborazione e alla scoperta.

Gabriele Bassi