Azamara Pursuit: Weekend magico


In crociera con Azamara Pursuit, nave di Azamara Club Cruises: il diario di Cruisevero78 con consigli, opinioni e recensione di Azamara Pursuit!

C’è una buonissima offerta che mi tengono ferma fino alle 18.00 di questa sera…inizia così la mia crociera, con queste parole dette per telefono a mio marito (che stranamente convinco nel giro di poche ore). Prenotata a meno di un mese dalla partenza il sogno si realizza, dopo una ventina di crociere fatte con altre compagnie, quando si trova un’offerta del genere per una compagnia di lusso l’occasione è sicuramente da prendere a volo.

Ok sono solo 3 giorni, ma 3 giorni intensi, bellissimi, pieni di sole e persone civili ed educate. La partenza è di venerdì 07.06.2019 presso lo scalo marittimo di Venezia San Basilio, successivamente cambiato per via dell’incidente di MSC Opera della settimana prima. Arriviamo in treno da Milano a Venezia e in quattro passi arriviamo al terminal crociere dove ci attende Azamara Pursuit. Check in velocissimo, nessuna coda, registrazione documenti di rito, ci spiegano cosa ci stanno consegnando, tessere riposte in un portatessere di pelle marchiato Azamara. Saliamo a bordo e un tripudio di boiserie accompagnato da un calice di freschissimo spumante, ci accolgono.

Iniziamo a girovagare per la nave, piccola, spazi comodi ma meno ampi rispetto alle navi sulle quali sono solita soggiornare. La cabina non era ancora pronta, quindi vista l’ora, le 12.00 circa, ci avviamo verso il buffet per sbirciare e magari sgranocchiare qualcosa, e scopro subito una parte del buffet riservata al  mio adorato sushi (che purtroppo su Celebrity non c’è più). Decidiamo di fermarci a bordo piscina al “The Patio” dove troviamo posto senza fare nessuna coda, e li, ci viene incontro un maitre che ci fa accomodare e ci chiede cosa vogliamo da bere (il pacchetto bevande “base” è compreso e molto ben fornito).

Una volta servito da bere ci viene chiesto cosa vogliamo così ordiniamo da un menù che rimarrà, ovviamente, lo stesso per i tre giorni successivi, (onion ring, patatine fritte, hamburger di qualsiasi tipo da farcire a piacimento, zuppa del giorno, tonno piccante wrap in salsa, panini, sfiziosità in genere, quello che io chiamo comfort food) 10 minuti scarsi, molto scarsi, di attesa e ci viene servito ciò che abbiamo ordinato, tutto questo con il bicchiere che magicamente vien riempito per tutto il pasto senza dover far cenno a nessuno.

Finito il pranzo la cabina è pronta, la valigia già fuori dalla porta che ci attende. Cabina elegante, ordinata, colori sobri con tutto quello che serve, balcone con comode sedie imbottite e un tavolo grande per poter usufruire 24 su 24 del servizio in cabina, il bagno bello, ma decisamente minuscolo, e, arghhh tenda della doccia….

Comunque, si disfa la valigia e via, a prendere il sole sul ponte più alto dove si trovano sempre dei lettini disponibili, i camerieri ci offrono acqua con limone e ghiaccio, ma preferiamo un Gin Tonic! Ci addormentiamo come due aringhe e ci svegliamo per il tintinnio dei calici di aperitivo servito per il sailing away godendoci la vista spettacolare su Venezia.

Doccia con tenda, aperitivo al bar “spirits” sempre circondati da boiserie e camino, ovviamente non acceso, e poi ci dirigiamo verso il ristorante principale dove veniamo accolti da due maitre che ci chiedono il numero di cabina e se volgiamo un tavolo da condividere o uno per due, optiamo un tavolo per due, così ci fanno accomodare al bar posto all’ingresso del ristorante invitandoci a bere una cosa. Bene optiamo per del vino, due proposte di bianco, due di rosso, un rosè e vino frizzante che cambieranno ogni sera.

Per cognome veniamo chiamati, tavolo pronto, ci prendono i calici li posano su un vassoio e li accompagnano al nostro posto. Ristorante bello non enorme, non confusionario, elegante su un unico piano, veniamo serviti bene, subito, in modo ineccepibile. Sono le 22.30, caffè e bourbon al “mosaic cafè”, posto in un atrio che si apre su una scalinata alla Titanic dove trovano posto anche due negozi e una galleria d’arte (l’artista “di turno” dipingerà quadri durante tutta la crociera in mezzo ai crocieristi). Secchi come due anziani, salutiamo la nostra prima giornata su Pursuit, letto enorme e lenzuola morbidissime ci accompagnano in un nano secondo tra le braccia di Morfeo.

La mattina di sabato ci svegliamo presto, intorno alle 7.30 perché la luce filtrava attraverso le tende oscuranti, (ma tanto eravamo già stati svegliati dal rumore dell’ancora qualche ora prima, ma abbiamo ripreso sonno) così le apro per uscire sul balcone e mi ritrovo sul lago di Como a mia insaputa, uno spettacolo, l’acqua calma e piatta, non un’increspatura, il silenzio, una leggera foschia, siamo ancorati a pochi metri dalla riva di Abbazia (in croato Opatija, si pronuncia Opatie).

Dal balcone sembra davvero di stare sul lago di Como, si scorgono anche ville dei primi del 900 sulla riva intervallate da palazzi signorili e alberghi. Bene, dai, colazione. Ci dirigiamo verso lo WINDOWS CAFÉ, dove troviamo ad accoglierci stupendi tavolini da due ben apparecchiati con tanto di fiori freschi (che ogni girono verranno cambiati anche in cabina) all’interno e una serie di tavoli da due e da quattro all’esterno, decidiamo di sederci all’aperto, i tavoli sono riparati da una tettoia, si sta bene, si respira un po’ di “vecchia crociera” la nave non ha balaustre in vetro, ma una bella ringhiera fatta di tubolari in ferro distanziati tra loro così da permettere alla vista di godere del paesaggio.

Nemmeno il tempo di metterci il tovagliolo sulle gambe che ci viene chiesto se gradiamo qualcosa da bere, ok, due spremute d’arancia e due caffè americani, arriva la (vera) spremuta d’arancia in due bicchieri dove ci si poteva fare un tuffo, e due caffè americani bollenti serviti in un servizio lavorato. La selezione di cibo è varia, ma, anche se si è ad un buffet, si viene serviti senza il bisogno di accalcarsi e ritrovarsi qualcuno che cincischia con le proprie manine tra il cibo… non ci sono code, ma tutti chiedono “sorry” se solo pensano di esserti passati davanti per errore. Opto per una colazione salata, muffin con uovo fatto al momento in un coppapasta per dare la forma esatta da poter essere appoggiato sul muffin senza uscire dei bordi.

Mio marito sceglie bagel bianco (c’erano anche con cannella, integrali e con i cereali oltre a vari tipi di pane) con salmone affumicato, formaggio spalmabile aromatizzato all’aneto e capperi (i pesci affumicati erano tre). Poi rifà il giro e il profumo del burro sprigionato dai croissant lo chiama come le sirene ad Ulisse, ne prende 3, ci aggiunge marmellata di arance amare che sceglie da un espositore tra una decina di gusti, vasetti monoporzione in vetro. Il succo e il caffè scorreranno a fiumi durante tutta la colazione.

Anche se godurioso, ci alziamo e facciamo due passi per la nave prima di dirigerci al ponte 3 per lo sbarco con le scialuppe, dove ad attenderci ci sono due frigoriferi pieni di acqua gasata e naturale da poter prelevare e portare con se, e non la solita interminabile coda né alcun numerino da dover prendere il giorno prima. Due passi e oplà siamo già seduti sulla scialuppa che immediatamente parte senza dover aspettare che sia piena. In un attimo siamo a riva, sotto al gazebo troviamo chi ci offre una piantina della città e un sorrisone, ci avviamo “a caso” non curanti né di aver preso una piantina né di aver ricevuto un sorrisone.

Scopro che quello che vedevo dal balcone, da vicino è ancora meglio, un lungomare lungo 12 km, da poter percorrere a tratti tra ville e alberghi dei primi del 900 (come Villa Angiolina) e altri tra ginestre, felci e molta altra vegetazione che si aprono su scorci panoramici, strapiombi e scogli dove poter prendere il sole e fare un bagno. Abbiamo il costume ma non ne usufruiamo, si sta troppo bene all’ombra, al silenzio della passeggiata. Quando le gambe diventano stanche decidiamo che è il momento di tornare per farsi un giro in centro. Si respira l’aria della vacanze serene, tranquille di qualche decina di anni fa, niente musica proveniente dalla spiaggia, urla, schiamazzi…

L’architettura è in prevalenza quella degli anni 20 e 30 liberty elaborato, ma si trovano anche edifici più moderni e modaioli affacciati direttamente sul mare, c’è aria di fine settimana, di calma, di villeggiatura raffinata, non di crocieristi pecoroni che si spostano in massa. Torniamo, dopo aver concluso il nostro giro all’interno del parco di Villa Angiolina, gazebo, ombra, sorrisoni, limonata fresca e asciugamano ghiacciato ci ristorano.

Risaliti in nave cibo, al Patio dove il pranzo si svolge con la stessa modalità del giorno prima, gentilezza, bicchiere sempre pieno e buon cibo. Optiamo per fare una cosa da giovanissimi, dormire sul ponte 4 all’ombra delle scialuppe su comodissime sdraio imbottite dove troviamo un asciugamano della dimensione di un tendone da circo ed una coperta scozzese (che utilizzeremo, essendo appunto, giovani).

La gola si secca e così ci facciamo servire un paio gin tonic(potevamo scegliere tra 3 tipi di gin compresi nel pacchetto “base”), dopo di che giro per perlustrare meglio la nave, doccia con la tenda appiccicosa, (due canapè serviti in cabina) aperitivo e cena al ristorante con vista su Opatija al tramonto.

Il ristorante era deserto in quanto c’era la white night, il buffet si era trasferito all’esterno, dove erano stati allestiti tavoli, apparecchiati rigorosamente di bianco, dove anche gli ospiti erano invitati a vestirsi di bianco (tutti, ripeto, tutti erano vestiti di bianco), carne grigliata al momento, buffet di ogni ben di Dio, crepes flambè preparate a richiesta al volo. Caffè, bourbon e nuovamente sentiamo il richiamo del letto comodo e delle lenzuola morbide che ci chiamano…..la seconda giornata su Pursuit è andata.

Il terzo, ed ultimo giorno completo, si apre in modo meno rumoroso del precedente in quanto non abbiamo calato l’ ancora in rada ma siamo attraccati al porto commerciale di Koper (Capodistria), ma come per il primo la sveglia è stata data dalla luce che filtrava dalle tende. Dalla prua non vedo gran che, ma ho buone sensazioni, che verranno subito ripagate, facendo colazione ( a poppa) con lo sguardo rivolto verso un piccolo caratteristico porticciolo turistico (uno dei tanti) e a sinistra della nave, alberi e scorcio sulla città  vecchia. Nel piatto la solita colazione salata più colazione burrosa, fiumi di succo e caffè americano a mille gradi.

Scendiamo, non prima di aver ascoltato diverse volte il cruise director che in filodiffusione ricorda di portare con se il passaporto o documento di identità valido. Sbarchiamo, mini coda per controllo passaporti, noi abbiamo mostrato la patente, ma no, non andava bene, cos’ì siamo tornati a prendere il passaporto, sarebbe stata ok anche una carta di identità , ma a quanto pare no patente. Beh poco male, il ritorno in nave ci fa ricordare di prelevare due bottiglie di acqua a disposizione.

Usciti dal porto ( il che consiste nell’ attraversare la strada) prendiamo una scalinata che ci porta sopra le mura (c’è anche un ascensore), da dove iniziamo il nostro giro turistico per Koper, tutto è pulito, ordinato, le scritte, ovviamente, sono in Sloveno e in Italiano, è domenica, tutta Koper è in riva al mare, I pochi negozi sono chiusi, la vita sembra essersi fermata, sembra Milano in agosto qualche anno fa.

Poco male, ci spostiamo verso il mare, dove troviamo la vita, tutti i Capodistriani e molti Italiani sono li, suddivisi in una spiaggia di sassi ed erba, sul lungomare che ricorda quello della vicina Trieste (solo 13 km) e in un grande parco che costeggia il lungo mare. Anche qui l’ aria è di rilassatezza, più caotica rispetto alla giornata Croata, ma piacevole. Camminiamo per diverso tempo, ma sul lungomare e poi sulla pista ciclabile che costeggia il mare non ci pesa, un cappellino sarebbe stato adeguato ma no, è a casa nell’armadio, più utile li. Torniamo sui nostri passi e ritroviamo, il grande parco pieno di gente, il lungomare, il porticciolo dei pescherecci, la spiaggia di sassi affollata.

Risaliamo perchè¨ il caldo è davvero intenso. Quindi, buffet, per fare aperitivo e poi, squadra che vince non si cambia, al Patio per mangiare in modo ottimo come sempre.

E’ già  metà  pomeriggio, quindi dopo un gelato (che definirlo buono e cremoso è offenderlo) al buffet, ci vogliamo mettere al sole, lettini disponibili senza dover girare come delle trottole per trovarne due disponibili, ma fa davvero troppo caldo, così girovaghiamo per la nave, ci guardiamo tutte le foto fatte la sera prima dalla fotografa di bordo (discreta e per nulla invadente), un micropisolino sempre sotto le scialuppe (questa volta senza copertina), e poi ci viene la voglia di fare il bis al Patio.

Quando non fai nulla il tempo vola il doppio, chissà com’è e siamo di nuovo sotto la doccia con la tenda appiccicosa e pronti per la cena, non prima di aver fatto la valigia. Aperitivo con tapas (gratuite, ogni sera una selezione diversa) al bar principale sulla prua della nave. Calice di vino seduti al bar all’ingresso del ristorante dove, la vista del sole che tramonta abbinato agli specchi, alla boiserie e al camino di marmo bianco, mi rilassano a tal punto che chiacchiero amabilmente con una coppia scozzese (non ho un buon inglese, sopravvivo).

Tavolo pronto, bicchieri appoggiati sul vassoio e via, accompagnati verso il nostro tavolo per due, vista mare. Cena ottima, come dessert ci invitano al buffet di dolci TUTTI a base di cioccolato allestito nell’atrio alla Titanic. A me i dolci non fanno impazzire, ma mio marito ha la glicemia alta, e solo guardando il buffet  rischia di svenire 😉 Nessuna ressa, nessuna calca. Caffè, bourbon, tristezza per la fine di un week end diverso.

La nave è salpata un po’ prima e in un attimo siamo in territorio italiano e per le 23.30 entriamo a passo lentissimo (per via di Opera) in Venezia, che vista dall’alto e illuminata per la sera è uno spettacolo magico, non ho altre parole. Andiamo a letto tardi per goderci TUTTO il tragitto che è durato quasi due ore. Letto comodo, arrivo! Metto in carica il mio cellulare nelle prese usb sopra al comodino, punto la sveglia e notte.

Il mattino successivo colazione al buffet vista mare, ok il terminal crociere di Venezia non è il massimo, ma in lontananza si vedevano tutti i campanili. Sbarchiamo. Ciao Pursuit, sei stata una compagna di viaggio perfetta. Spero di rivederti presto.

I tramonti visti in nave sono sempre i più belli.

Alcuni dati in più:

La nave non è grande può ospitare un massimo di 700 ospiti, noi eravamo in 570, abbiamo ricevuto l’ultimo giorno in cabina il today(su carta patinata) dove c’era il resoconto degli ospiti e delle nazionalità, eravamo solo 13 italiani, nonostante partisse da Venezia, molti inglesi, tanti americani e poi, un paio di indiani, australiani..

E’ stata completamente restaurata lo scorso anno, dal colore degli arredi al colore dell’esterno, una piscina solo con due idromassaggi (più una per la thalasso terapia a prua ma accessibile solo dalla spa a pagamento), negli spogliatoi, rispettivamente uomo e donna, si trovavano anche la sauna e il bagno turco.(non condivisi quindi).

Un MDR, due ristoranti tematici a pagamento, un buffet, uno “snack bar” esterno, una caffetteria, un bar esterno, e 3 (forse 4 bar) interni. Ci sono anche due negozi e una galleria d’arte, la spa appunto e la sala fitness. I ponti esterni sono “solo” 2 e uno aperto ma coperto dalle scialuppe.

Come già detto gli arredi sono sobri, molto belli e curati, camini in marmo, boiserie in legno, lampadari ed applique dorati, vasi cinesi sotto specchi magnifici, soffitti affrescati nelle parti comuni, scalinate non grandi ma di impatto scenico, opere d’arte alle pareti. Spazi non grandi come ovviamente, sulle navi di altro tonnellaggio. Ascensori sempre pronti e disponibili.

Il personale è vario di ogni nazionalità, la lingua a bordo è l’inglese (come ovunque ormai). Le cabine comode, belle, arredate con colori chiari (come tutta la nave) ad eccezione di alcune boiserie in legno scuro molto di carattere. Ah, piccolo appunto, la lavanderia self era gratuita..

Ecco la mia Recensione di Azamara Pursuit su Cruising Journal: Recensione

Cruisevero78

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